Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Catalani al voto fra indipendenza e fedeltà a Madrid. Melbourne, auto sulla folla

Catalogna: voto regionale che interessa Spagna ed Europa. Imprese in fuga da Barcellona

Occhi puntati sulla Catalogna, regione spagnola dove oggi si vota per rinnovare la composizione del parlamento locale. Elezioni alle quali si giunge dopo il referendum del 1° ottobre, dichiarato incostituzionale, sulla secessione da Madrid e il conseguente scioglimento delle Generalitat da parte del governo nazionale di Mariano Rajoy. Cinque milioni e mezzo gli aventi diritto al voto: si prevede un’affluenza superiore all’80%. I partiti in lizza sono numerosi, divisi nei due schieramenti: indipendentisti (Junts per Catalunya, Esquerra Republicana e Cup) e unionisti (Ciudadanos, Socialisti, Popolari). Diversi candidati sono al momento o in autoesilio, come l’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, o in prigione, dopo il provvedimento governativo e l’intervento della magistratura per applicare l’articolo 155 della Costituzione a difesa dell’unità nazionale. I sondaggi danno praticamente alla pari i due schieramenti, mentre tra i partiti sarebbero in vantaggio i Ciudadanos, moderati di centrodestra. Un’elezione cui guardano, per le possibili implicazioni interne ed europee, i governi dei Paesi Ue e le istituzioni di Bruxelles. Preoccupazione anche nel mondo economico: l’instabilità politica regionale ha già portato all’esodo di oltre tremila società da Barcellona.

Australia: Melbourne, auto sulla folla, polizia arresta due uomini. Mancano dati ufficiali sulle persone coinvolte

Auto sulla folla a Melbourne, in Australia. Il bilancio dell’azione non è ancora chiarito, ma dovrebbero essere state travolte una ventina di persone. I media australiani precisando che si tratta di un Suv. L’azione si è svolta a Flinders Street, incrocio trafficato nel centro della città. La polizia dichiara di aver arrestato due persone, ma al momento le autorità non danno cifre ufficiali sulle persone coinvolte ed eventualmente ferite, né ci sono indicazioni che l’incidente sia collegato al terrorismo. Le immagini mostrate dai media locali, mostrano diversi passanti distesi a terra vicino a un’automobile bianca.

Ilva: impianti di Taranto a rischio chiusura. Scontro tra ministro Calenda e presidente Puglia Emiliano

“Se permane la misura sospensiva presentata al Tar insieme al ricorso da Comune di Taranto e regione Puglia”, e “il 9 gennaio venisse accolta, inizierebbe il processo di spegnimento dell’Ilva”. Lo ha dichiarato ieri Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, al termine della riunione del tavolo istituzionale sull’azienda di Taranto. “Se la condizione è costruire un’addenda contrattuale con garanzia dello Stato, non posso fare assumere allo Stato responsabilità di 2,2 miliardi di euro per pagare il conto del ricorso”, ha aggiunto Calenda. “Abbiamo chiarito, una volta per tutte – ha continuato il ministro – che l’accettazione della misura cautelare presentata da Comune e Regione determina la chiusura dell’impianto Ilva perché scadono i termini Aia, su questo il ministero dell’Ambiente è stato tassativo”. Per Calenda “non si può accettare che la valutazione del danno sanitario venga fatta sulla base di una legge regionale quando la Corte costituzionale ha detto che va fatta su una legge nazionale”. Diversa la versione di Michele Emiliano, presidente della regione Puglia: al tavolo istituzionale per l’Ilva di Taranto “il clima era positivo da parte di tutti, tutti interventi positivi, poi a un certo punto c’è stato uno scambio di messaggi, non so bene, tra De Vincenti e Calenda e Calenda ha avuto una crisi isterica, si è alzato ha fatto un intervento durissimo ed è andato via. Cosa sia accaduto lo spiegherà lui”.

Trump: via libera alla riforma fiscale, tagli alle tasse per imprese e ceti medio-alti. Le preoccupazioni dell’Ue

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato ieri, in via definitiva, con 224 voti a favore 201 contrari, la riforma fiscale voluta dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Su Twitter Trump ha annunciato: “Regalo di Natale agli americani”, parlando poi di una “vittoria storica per il popolo americano” e di un Paese “che sta tornando grande come una volta”. Il provvedimento prevede il taglio delle tasse che ridurrà gli introiti federali di almeno 1,5 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, ma dovrebbe spingere, secondo le stime dell’amministrazione di Washington, la crescita del prodotto interno lordo al 4%. I tagli più consistenti andranno a favore degli utili di impresa (aliquota ridotta dal 35 al 21 per cento) e dei ceti più ricchi (dal 39,6% al 37%). Le multinazionali potranno far rientrare i capitali negli Usa con la formula dello scudo fiscale, cioè versando un prelievo una tantum. Ma la riforma fiscale negli Stati Uniti preoccupa Bruxelles. Il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha subito ricordato un messaggio inviato la settimana scorsa in cui chiedeva a Washington che la riforma rispettasse gli obblighi del Wto per non provocare situazioni che possano danneggiare l’Unione europea. Il timore è che, con il nuovo sistema, gli Stati Uniti divengano di fatto un immenso paradiso fiscale che attrarrebbe investitori stranieri sottraendoli all’Europa. La Commissione Ue pronta a “tutte le misure possibili” per tutelare le imprese europee.

Brexit: Lagarde (Fmi), incertezza nel Regno Unito pesa sul futuro dell’economia. Inflazione e minori investimenti

Con una previsione di crescita per l’economia inglese dell’1,5% nel 2018, più lenta rispetto a quella di molti Paesi avanzati, il Fondo monetario internazionale interviene sugli effetti negativi della Brexit sull’economia del Regno. Un nuovo duro colpo al governo di Theresa May, che proprio ieri ha dovuto fare i conti con nuove dimissioni: questa volta ha lasciato l’esecutivo Damian Green, numero due del governo britannico, il quale ha lasciato l’incarico per uno scandalo a sfondo sessuale. Christine Lagarde, direttore del Fmi, è intervenuta sull’impatto della Brexit sull’economia dell’isola: “L’economia inglese sta perdendo terreno a causa di quella decisione, ovvero come avevo indicato si tratta di una combinazione tra la pressione dell’inflazione elevata sui salari medi e ovviamente investimenti rinviati sia da parte delle aziende che dei privati”.

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