Honduras: i gesuiti di tutta l’America latina chiedono l’intervento delle organizzazioni internazionali per ripristinare democrazia e legalità

“Con questo messaggio vogliamo chiedere nella maniera più urgente e forte possibile, nel nome dei nostri fratelli gesuiti e di tutte le persone di buona volontà che vedono con preoccupazione e dolore ciò che accade in Honduras, che l’Organizzazione degli Stat americani (Oea), l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) e l’Unione europea (Ue), nel nome di tutti i cittadini del mondo, dando prova di indipendenza e autentico spirito democratico, manifestino pubblicamente la propria indignazione e condanna di fronte al mondo in cui l’attuale governo dell’Honduras ha gestito il processo elettorale prima e dopo il voto”. Così si esprime in un comunicato la Conferenza dei provinciali gesuiti dell’America Latina (Cpal), presieduta da padre Roberto Jaramillo. La nota è firmata da tutto il consiglio della Cpal, dal provinciale del Centroamerica, padre Rolando Alvarado, e dal direttore dell’honduragna Radio Progreso, padre Ismael Moreno. Nel comunicato i gesuiti latinoamericani chiedono poi alle istituzioni internazionali “l’applicazione della Carta democratica interamericana” e che, alla base di tale testo, “esigano dall’attuale governo dell’Honduras l’annullamento delle elezioni generali dello scorso 26 novembre, che promuovano e garantiscano un accordo nazionale e la nomina di un Governo provvisorio”. I religiosi fanno notare che dopo il 26 novembre “la situazione non ha fatto altro che degradarsi”. Denunciano repressioni, l’uccisione di almeno venti persone e l’arresto di 1.600 persone da parte delle forze di Polizia. Oltre a gesti di intimidazione verso i mass media, come è accaduto a Radio Progreso, gestita dai gesuiti, i cui ripetitori nelle scorse settimane sono stati pesantemente danneggiati.

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