Salute mentale: mons. Soddu (Caritas italiana), “non basta accogliere il malato, è indispensabile sostenere le famiglie e interagire con i presidi nel territorio”

“Impegnarsi costantemente perché nelle nostre comunità si generino attenzioni ricche di accoglienza, comprensione e misericordia. Ciò significa coesione sociale. Tanto più una società è coesa tanto meglio saprà dare risposte alle emergenze”. Lo ha detto questo pomeriggio mons. Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, intervenendo al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità”, organizzato, a Roma, dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. “È importante inoltre lavorare in rete. È alla base di ogni singola azione sia a livello nazionale che territoriale”, ha aggiunto. Secondo mons. Soddu, “non basta accogliere il malato, è indispensabile sostenere le famiglie e interagire con il dipartimento per la Salute mentale e i presidi nel territorio”. L’obiettivo di fondo è quello di “lavorare su più livelli in maniera condivisa per assicurare un’esistenza più umana per tutti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia