Papa in Bangladesh: incontro clero, no al “terrorismo” delle chiacchiere, “distrugge una comunità”

“Non è facile fare comunità. Non è facile. Le passioni umane, i difetti, i limiti minacciano sempre la vita comunitaria, minacciano la pace. La comunità di vita consacrata, la comunità del seminario, la comunità del presbiterio e la comunità della conferenza episcopale devono sapersi difendere da ogni tipo di divisione”. Ad ammetterlo è stato il Papa, che nel discorso a braccio rivolto al clero del Bangladesh ha messo in guardia, ancora una volta dal “terrorismo” delle chiacchiere, il “parlar mare degli altri”, che “distrugge una comunità”. “Anche qui il Bangladesh deve essere un esempio di armonia”, l’invito del Papa, ripetendo tra gli applausi la definizione che il card. Tauran ha dato del Paese. “Il nemico dell’armonia in una comunità religiosa, in un presbiterio, in un episcopato, in un seminario è lo spirito del pettegolezzo”, ha ammonito Francesco: “E questo non l’ho inventato io: duemila anni fa, lo disse un certo Giacomo in una Lettera che scrisse alla Chiesa. La lingua, fratelli e sorelle, la lingua! Quello che distrugge una comunità è il parlare male degli altri. Sottolineare i difetti degli altri. Ma non dirlo all’interessato, ma dirlo ad altri, e così creare un ambiente di sfiducia, un ambiente di sospetto, un ambiente in cui non c’è pace e c’è divisione”. Per il Papa, “lo spirito del pettegolezzo è terrorismo. Sì, terrorismo. Perché chi parla male di un altro non lo fa pubblicamente. Il terrorista non dice pubblicamente: ‘Sono un terrorista’. E chi parla male di un altro, lo fa di nascosto: parla con uno, lancia la bomba e se ne va. E quella bomba distrugge. E lui se ne va, tranquillamente, a lanciare un’altra bomba. Cara sorella, caro fratello, quando hai voglia di parlar male di un altro, morditi la lingua! La cosa più probabile è che ti si gonfi, ma non farai male a tuo fratello o a tua sorella. Lo spirito di divisione”. “Certo, voi mi potete chiedere”, l’obiezione citata da Francesco: “Padre, però, se vedo un difetto in un fratello, in una sorella, e voglio correggerlo, o voglio dirlo, ma non posso tirare la bomba, cosa posso fare?”. “Puoi fare due cose, non dimenticarle”, la risposta: “La prima, se è possibile – perché non sempre è possibile – dirlo alla persona, faccia a faccia. Gesù ci dà questo consiglio. E’ vero che qualcuno mi può dire: ‘No, non si può fare, Padre, perché è una persona complicata’. Come te, complicata. Va bene, può darsi che per prudenza non sia opportuno. Secondo principio: se non puoi dirlo alla persona, dillo a chi può porre rimedio, e a nessun altro. O lo dici in faccia, o lo dici a chi può porre rimedio, ma in privato, con carità”. “Quante comunità – non parlo per sentito dire, parlo di quello che ho visto –, quante comunità ho visto distruggersi per lo spirito del pettegolezzo! Per favore, mordetevi la lingua in tempo!”, il consiglio del Papa.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia