Papa in Bangladesh: incontro clero, niente “facce da aceto”, sì agli “occhi pieni di gioia e di pace” di chi ha vissuto “in pienezza” la sua vita

“E’ veramente triste incontrare sacerdoti, consacrati o consacrate, seminaristi, vescovi amareggiati, con una faccia triste, che viene voglia di chiedere: ‘Con cosa hai fatto colazione stamattina, con l’aceto?’”. Nella parte finale del discorso rivolto a braccio al clero del Bangladesh, Francesco ha stigmatizzato “quell’amarezza del cuore, quando viene il seme cattivo e dice: ‘Ah guarda, quello l’hanno fatto superiore… quella l’hanno fatta superiora… quello l’hanno fatto vescovo… e a me lasciano da parte’. Lì non c’è gioia. Santa Teresa – la grande – ha una frase che è una maledizione; la dice alle sue monache: ‘Guai alla monaca che dice: Mi hanno fatto un’ingiustizia! Usa l’espressione spagnola ‘sinrazón’, nel senso di ingiustizia. Quando lei incontrava una suora che si lamentava perché ‘non mi hanno dato quello che mi dovevano dare’ o ‘non mi hanno promosso’, ‘non mi hanno fatto priora’ o qualcosa del genere, guai a quella monaca: è sulla brutta strada. Gioia. Gioia anche nei momenti difficili. Quella gioia che, se non può essere riso, perché il dolore è grande, è pace”. Francesco ha poi citato un’altra “scena dell’altra Teresa, la piccola, Teresa di Gesù Bambino”: “Lei doveva accompagnare, tutte le sere, al refettorio una monaca vecchia, intrattabile, sempre arrabbiata, molto malata, poveretta, che si lamentava di tutto. E in qualsiasi punto la toccasse, diceva: ‘No, che mi fa male!’. Una sera, mentre la accompagnava attraverso il chiostro, sentì da una casa vicina la musica di una festa, la musica di gente che si stava divertendo, brava gente, come anche lei aveva fatto e aveva visto farlo alle sue sorelle, e si immaginò la gente che ballava, e disse: ‘La mia grande gioia è questa, e non la cambio con nessun’altra’. Anche nei momenti problematici, di difficoltà nella comunità – sopportare a volte un superiore o una superiora un po’ ‘strani’ – anche in questi momenti dire: ‘Sono contento, Signore. Sono contento’, come diceva Sant’Alberto Hurtado. La gioia del cuore”. “Vi assicuro che mi dà tanta tenerezza quando incontro sacerdoti, vescovi o suore anziani, che hanno vissuto la vita con pienezza”, la testimonianza del Papa: “I loro occhi sono indescrivibili, così pieni di gioia e di pace. Quelli che non hanno vissuto così la loro vita, Dio è buono, Dio li cura, ma mancano di quella luce negli occhi che hanno quelli sono stati gioiosi nella vita. Provate a cercare – soprattutto si vede nelle donne – provate a cercare nelle suore vecchie, quelle suore che hanno passato tutta la vita a servire, con tanta gioia e pace: hanno degli occhi furbi, brillanti… Perché hanno la sapienza dello Spirito Santo. Il piccolo germoglio, in questi vecchi, in queste vecchie, è diventato la pienezza dei sette doni dello Spirito Santo”.

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