Papa in Bangladesh: incontro clero, “come è brutta la zizzania” tra i preti

“Ogni fratello seminarista è un seme di Dio. E Dio lo guarda con tenerezza di padre”. Lo ha detto il Papa, nel discorso pronunciato a braccio, in spagnolo, incontrando il clero nel Bangladesh nella Holy Rosary Chrch di Chittagong. “Di notte, viene il nemico e semina un altro seme, e c’è il rischio che il seme buono rimanga soffocato dal seme cattivo”, ha proseguito Francesco, che poi ha esclamato: “Com’è brutta la zizzania nei presbiteri… che brutta la zizzania nelle Conferenze episcopali… che brutta la zizzania nelle comunità religiose e nei seminari”. “Curare il germoglio, il germoglio del buon seme, e vedere come cresce; vedere come si distingue dal cattivo seme e dall’erbaccia”, il compito affidato ai presenti. Curare la propria vocazione, ha affermato il Papa, “vuol dire discernere. E rendersi conto che la pianta che cresce, se va da una parte, cresce bene; se invece va da un’altra parte, cresce male. E rendermi conto di quando sta crescendo male, o quando ci sono compagnie o persone o situazioni che ne minacciano la crescita. Discernere. E si può discernere soltanto quando si ha un cuore che prega. Pregare. Curare significa pregare. E’ chiedere a Colui che ha seminato il seme che mi insegni ad annaffiarlo. E se io sono in crisi, o mi sono addormentato, che la annaffi un pochino per me. Pregare significa chiedere al Signore di prendersi cura di noi, di darci la tenerezza che noi dobbiamo dare agli altri. Questa è la prima idea che vorrei darvi: l’idea di prendersi cura del seme affinché il germoglio cresca fino alla pienezza della sapienza di Dio. Curarlo con attenzione, curarlo con la preghiera, curarlo con il discernimento. Curarlo con tenerezza. Perché così Dio si prende cura di noi: con tenerezza di padre”.

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