Cultura: mons. Galantino, “la fraternità non è accolto come criterio di convivenza sociale”

“Alla fine del Settecento, una Rivoluzione seminata su un terreno cristiano e ispirata a tre princìpi fortemente evangelici (libertà, uguaglianza e fraternità) segna una svolta. Dei tre princìpi, due sono diventati effettivi pilastri del nostro tempo: la libertà e l’uguaglianza; ma il terzo, la fraternità non è accolto come criterio di convivenza sociale”. Lo scrive oggi sul Sole 24 Ore, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, riflettendo sulla fraternità tra le generazioni, “ridotta a orizzonte che evapora in fretta, rendendoci incapaci di gesti umani”. “La cultura contemporanea ha rifiutato la dimensione dell’Oltre, relegandola a una scelta personale – spiega mons. Galantino -. Ma se non credo a un Oltre che raccolga e rilanci ogni più piccolo gesto d’amore, perché dovrei fare spazio a chi mi sta accanto? A questo punto va in crisi ciò che di solito definiamo ‘valore’. Va in crisi anzitutto nel cuore degli adulti. Oggi adulti e anziani non si sognano neanche lontanamente di rinunciare alla propria posizione”. Una condizione che comporta inevitabili conseguenze: “Il mito ‘dell’uomo che si è fatto da solo’ li sta costringendo a ripiegarsi sui propri diritti ormai conquistati, ma che non sappiamo fino a quando riusciremo a garantire. È ancora Papa Francesco che invita ad accettare il ‘cambiamento d’epoca’ senza risentimenti, senza cadere in depressione – conclude -. Certamente siamo più poveri, meno sostenuti dall’ambiente culturale e dalla sensibilità diffusa. Ma è necessario che una buona volta elaboriamo il lutto di tutto ciò”.

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