Bolivia: manifestazioni contro la ricandidatura di Morales e alla vigilia del voto per i giudici. Il vescovo di Sucre invita alla calma

Situazione tesa in Bolivia alla vigilia delle prime elezioni popolari dei giudici e a due giorni di distanza dalla decisione del Tribunale Costituzionale, che ha disconosciuto il risultato del referendum del febbraio 2016, consentendo al presidente Evo Morales di ricandidarsi nel 2019, a dispetto del dettato costituzionale. Diverse manifestazioni, represse dalle forze dell’ordine, si sono svolte in questi giorni a La Paz e a Santa Cruz de la Sierra. Con riferimento in particolare alle elezioni giudiziarie, è intervenuto oggi l’arcivescovo di Sucre, mons. Jesús Juárez, che ha dichiarato all’agenzia boliviana Fides: “Di fronte ai fatti violenti che abbiamo vissuto e visto in televisione, sia a La Paz che a Santa Cruz, e trovandoci già alla vigilia delle elezioni dei magistrati, rivolgo un appello alla serenità, alla tranquillità e al rispetto. Soprattutto rivolgo un appello alla coscienza di ciascuno perché si possa esercitare questo dovere di cittadini”. Secondo mons. Juárez il voto per l’elezione dei giudici dev’essere svolto “con responsabilità, con consapevolezza, ma soprattutto senza pressioni”. Ed ha concluso invitando a tenere separati potere esecutivo e giudiziario: “La giustizia è per tutti e dev’essere imparziale”, ha sottolineato.

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