Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio) ai politici, “ripartire dalle periferie umane” mettendo “al primo posto la promozione della giustizia e dell’uguaglianza”

“Convergenza” verso “impegni urgenti ed inderogabili”. È questo quello che chiede ai politici della diocesi mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, nella lettera “Riscopriamo la bellezza dell’umano”. Il messaggio è stato consegnato questa mattina ai primi cittadini incontrati nella basilica cattedrale cassanese. Tre le proposte avanzate dal presule. Anzitutto, l’invito a “contrastare la ludopatia con l’eliminazione delle ‘slot machine’ e delle sale gioco”, perché “il gioco d’azzardo ‘uccide’ intere famiglie”. Poi, la definizione di “piani territoriali, ispirati da una visione strategica e non da una logica meramente prestazionistica, con il concorso delle famiglie in un lavoro di concertazione con gli enti del Terzo Settore” per realizzare “azioni di sostegno per le famiglie e la prima infanzia, i servizi di cura per le persone in condizione di fragilità”. Terzo, “favorire una mappatura reale dei bisogni dei propri territori”. La politica è “arte nobile e mistica se va incontro ai poveri e ai deboli, agli scartati in cui si riflette l’immagine di Gesù-Bambino: a chi non trova casa e passa le sue notti in macchina, in stazione o sotto i ponti, a chi, cercando lavoro, è rimasto imprigionato nel mercato delle sostanze stupefacenti, a chi vende il suo corpo sulla strada ad uomini senza scrupoli”. Per mons. Savino, “le ferite economiche, sociali ed esistenziali si aprono o si acutizzano in prossimità del Natale”. “Aumentano fenomeni di avversione aggressiva – prosegue il presule -, di violenza fisica, verbale e mediatica, di odio feroce e dichiarato verso le donne, i poveri, gli immigrati, i disabili” con “l’intento demolitorio delle persone più fragili, più vulnerabili, ridotte a bersagli da colpire e abbattere”. Rispetto a questo, mons. Savino evidenzia come “viviamo una emergenza di umanità”. Riflettendo sull’evidenza che “siamo dinanzi a uno dei punti più bassi dell’elaborazione consapevole della proposta politica”, il vescovo evidenzia che “la politica trova il suo senso e il suo significato e diventa credibile se, partendo dalle ‘periferie umane’, mette al primo posto la promozione della giustizia e dell’uguaglianza rispetto alle stridenti ed evidenti disuguaglianze”.

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