Radio Vaticana: mons. Viganò, con la riforma “radio di flusso” e “radiovisione”

Da quando, il 12 febbraio 1931, per la prima volta, grazie a Guglielmo Marconi, si sentì in tutto il mondo la voce del Papa in diretta simultanea, attraverso i microfoni di Radio Vaticana, “ne è stata fatta di strada”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria vaticana per la Comunicazione, aprendo oggi il Convegno “Interferenze. Il futuro della radio digitale a 80 dalla morte di Guglielmo Marconi”, in corso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. “Siamo in una fase di ristrutturazione dei grandi palinsesti”, ha detto Viganò durante il suo saluto, riferendosi al processo di riforma dei media vaticani messo in moto da Papa Francesco. Riferendosi, in particolare, al futuro di Radio Vaticana, Viganò ha spiegato che l’auspicio è che si passi “da una radio che dedica alcune ore a far sentire la voce del Papa ad una radio di flusso e ad una vera e propria radiovisione, all’interno del grande cammino di riforma del sistema della comunicazione della Santa Sede”.

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