Consiglio europeo: Gentiloni, “apprezzata l’iniziativa italiana” in Libia. Asilo e ricollocamenti “sono uno scoglio”

(Bruxelles) Mentre i capi di Stato e di governo Ue sono riuniti nella sede del Consiglio europeo a Bruxelles per discutere di Unione economica e monetaria e di Brexit (le conclusioni del vertice sono attese a metà giornata), nei corridoi e in sala stampa si analizzano le dichiarazioni del premier italiano Paolo Gentiloni a proposito di migrazioni, argomento affrontato ieri al summit. Per il premier si è compiuto “un passo avanti soprattutto sulla dimensione esterna” delle migrazioni, mentre “l’iniziativa italiana di quest’anno è stata apprezzata ed è importante che lo sia dai leader dei Governi dei più diversi orientamenti politici”. “C’è soprattutto un riconoscimento unanime dei passi fatti per la lotta contro i trafficanti di esseri umani”. Sull’impegno europeo in Libia si è raggiunto l’unico vero punto di incontro: anche i Paesi Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia), i più restii a “comunitarizzare” la sfida migratoria, hanno deciso di mettere a disposizione, nel complesso, 36 milioni di euro che entreranno nel fondo per la situazione in Libia (l’Italia aveva chiesto 110 milioni, la cifra raggiunta dovrebbe ora collocarsi attorno ai 160 milioni).
Gentiloni ha commentato oggi: “Mi auguro che questo consenta una transizione verso una gestione regolare dei flussi, di intervenire sulle violazioni dei diritti umani nei luoghi di detenzione in Libia”, di procedere “per i rimpatri volontari assistiti dalla Libia verso altri Paesi africani, un lavoro che finalmente vede la collaborazione attiva di molti Paesi africani”. “In questi giorni partono 600-800 persone al giorno, con voli charter – ha specificato il premier – di rimpatri assistiti che è esattamente il meccanismo virtuoso che dobbiamo sviluppare”. Rimangono invece confermate le distanze per la cosiddetta “dimensione interna” della migrazione, ovvero le regole sul diritto di asilo e la gestione degli arrivi e la redistribuzione dei rifugiati fra tutti i Paesi dell’Unione. Dublino e ricollocamenti sono dunque “uno scoglio” per Gentiloni. Che specifica: “La speranza è che i successi nella lotta al traffico di migranti, e quindi la riduzione dei flussi irregolari, renda il clima sulla discussione delle regole interne più semplice”.

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