Spazio: Nespoli (Esa), “il rientro? Come un frontale con un camion”. L’astronauta italiano sulla Terra dopo averla orbitata 2mila volte

(Bruxelles) “Il cosiddetto atterraggio morbido è come un frontale tra un camion e una utilitaria: e tu sei nell’utilitaria”. Lo sottolinea Paolo Nespoli, l’astronauta italiano dell’Esa (Agenzia spaziale europea), rientrato oggi dallo spazio dove è stato per 139 giorni con la missione Vita. Il viaggio verso casa dalla Stazione spaziale internazionale ha richiesto di passare dai 28.800 km/h di crociera all’arresto finale in appena tre ore, spiegano i tecnici dell’Esa. Nespoli non era solo nella navetta Soyuz: con lui gli astronauti Randy Bresnik, della Nasa (Usa), e Sergei Ryazansky, di Roscosmos (Russia). L’atterraggio è avvenuto nella steppa kazaka con temperature polari. La navetta Soyuz Ms-05 “ha sopportato le sollecitazioni della discesa e dell’atterraggio come previsto: il suo scudo termico ha raggiunto i 1.600 gradi durante il rientro in atmosfera, mentre all’interno della navicella gli astronauti hanno sperimentato fino quattro volte il proprio peso corporeo”. A 10 km di altitudine i paracadute si sono aperti, prima che i retrorazzi fornissero la frenata finale prima di toccare terra. Le curiosità non mancano: “Durante la missione di cinque mesi, Paolo Nespoli ha orbitato la Terra 2.224 volte, volato attraverso 35mila albe e tramonti, e viaggiato per 94 milioni di chilometri”. Questa è stata la terza missione e la terza visita alla Stazione spaziale per l’astronauta italiano, portando il tempo trascorso nello spazio a 313 giorni. La missione Vita – acronimo di Vitalità, Innovazione, Tecnologia e Abilità – ha consentito di portare a termine oltre 60 esperimenti.
Lo stesso Nespoli è stato oggetto di ricerca: “Il suo corpo, i suoi occhi, i suoi mal di testa, gli schemi di sonno e le abitudini alimentari sono stati monitorati per comprendere meglio come l’uomo si adatti alla vita nello spazio”, spiega l’Esa. “Le annotazioni della temperatura corporea, gli esercizi muscolari e abbondanti campioni di sangue e di saliva completeranno il quadro e prepareranno l’uomo per future missioni lontano dalla Terra”. Dall’orbita a circa 400 chilometri sopra il pianeta, Nespoli, ad esempio, “ha inviato i comandi a un robot umanoide in Germania per riparare tre pannelli solari danneggiati su un terreno marziano simulato, mostrando come astronauti e robot lavoreranno insieme nelle future missioni planetarie”. Il prossimo astronauta Esa a viaggiare verso la Stazione sarà Alexander Gerst, il cui lancio è previsto la prossima estate.

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