Rohingya: Save the children, “15 bambini morti di difterite, è rischio epidemia”

Nuovo allarme sanitario tra i 628.000 Rohingya fuggiti dallo Stato di Rakhine in Myanmar e che ora affollano i campi profughi in Bangladesh: almeno 15 bambini sono morti di difterite, con il rischio che si diffonda l’epidemia se non si corre ai ripari attraverso vaccinazioni e cure. È l’allarme lanciato oggi da Save the children, presente nei campi con 7 postazioni sanitarie che saranno estese a 9, con medici e infermieri che visitano tra le 50 e le 100 persone al giorno. “L’intera comunità umanitaria è in allerta per questa crisi, e stiamo collaborando in stretto contatto con il Ministero della Salute del Bangladesh per garantire che si raggiungano tutti coloro che devono essere curati e per contenere la diffusione della malattia”, dice Maria Tsolka, esperta sanitaria a Cox’s Bazar in Bangladesh dell’Unità di emergenza di Save the Children. “La difterite – spiega – viene trasmessa da persona a persona attraverso colpi di tosse o starnuti, ma anche la scarsa igiene delle mani contribuisce alla sua diffusione. Può essere fatale in più del 10% dei casi, ma può aumentare nei campi sovraffollati con accesso limitato ai servizi sanitari”. Save the Children ha avviato l’implementazione di un programma preventivo di visite a domicilio per controllare le famiglie e coloro che sono stati a stretto contatto con i pazienti affetti da difterite diagnosticati presso i propri centri o quelli di Msf, con l’obiettivo di fornire  un ciclo di antibiotici orali di sette giorni come profilassi e contenere così la trasmissione della malattia. In questi giorni sta anche attivando programmi di vaccinazione infantile attraverso le proprie postazioni sanitarie, che comprendono anche la vaccinazione contro la difterite. Save the Children vaccinerà anche quasi 1.400 operatori umanitari e volontari che attualmente lavorano in diversi programmi.

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