Lussemburgo: Justitia et pax, “multinazionali paghino tasse dove fanno profitti e rispettino i diritti umani”

“Le multinazionali hanno acquisito un notevole potere economico e politico negli ultimi anni, con una corrispondente responsabilità sociale”. Esse hanno quindi “l’obbligo di pagare le tasse dove fanno profitti e di rispettare i diritti umani in tutte le loro attività”. È scritto in un documento della Commissione lussemburghese di Justita et pax che oggi chiede di “includere” questa particolare responsabilità “in un testo vincolante a livello delle Nazioni Unite”. Questa richiesta sposa una dichiarazione della Commissione europea Justita et pax per la Giornata dei diritti umani, celebrata il 10 dicembre, che attirava l’attenzione sul “gruppo di lavoro internazionale nell’ambito del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, che ha il compito di creare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante per regolare le attività delle società transnazionali nel quadro del diritto internazionale sui diritti umani”. Poiché, come sottolineato dall’arcivescovo Jean-Claude Hollerich, presidente di Justitia et pax, “non può essere giusto che le aziende acquistino materie prime o beni all’estero, estratte o prodotti in condizioni disumane”. “In Lussemburgo è in corso la definizione di un piano d’azione per ‘imprese e diritti umani’”, rende noto il segretario Jean-Louis Zeien, ma solo un “accordo internazionale vincolante” potrà “ridurre ed eliminare efficacemente le varie forme di violazione dei diritti umani in tutti i settori delle attività imprenditoriali multinazionali”.

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