Europa: Omnes (Unione giovani federalisti), “Ue torni alla solidarietà e parli con i cittadini”

(Bruxelles) “È tempo che l’Ue si assuma le proprie responsabilità e si concentri sui valori che l’hanno vista nascere. Il ‘metodo intergovernativo’, che lascia agli Stati membri l’iniziativa delle decisioni, cristallizzando così gli egoismi nazionali, a scapito del metodo comunitario, non è più un’opzione, nel momento in cui l’Ue fatica a occupare il posto che dovrebbe essere il suo in un mondo sempre più globalizzato”. La pensano così i giovani dell’Unione dei federalisti europei, una rete di 30mila Ong, politicamente plurali unite dall’obiettivo di creare una federazione democratica europea. La loro vice-presidente Ophélie Omnes ha partecipato al Congresso della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), in Vaticano a ottobre “(Re)thinking europe”. Rilanciando alcune riflessioni, sul numero di dicembre del mensile Comece Europeinfos, Omnes muove dalla constatazione condivisa tra tutte le persone così tanto diverse presenti a Roma che “l’Europa non parla abbastanza alle persone”. Oggi l’Ue “deve dotarsi di una nuova struttura per assicurare una vera solidarietà”, nel senso di essere “più democratica, più vicina alle preoccupazioni dei cittadini, più forte sulla scena internazionale”. L’ambizione è quella di definire “una struttura federale, basata sul principio di sussidiarietà”. “Fintanto che le decisioni sono confiscate dai governi nazionali, che non vedono le cose secondo il prisma dell’interesse comune europeo, sarà difficile avvicinare gli europei”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia