#cambiostile: Gentiloni (premier), “contrastare odio e disinformazione” per tutelare “convivenza civile, pluralismo e democrazia”

“Il tema di un uso più corretto e consapevole dei mezzi di comunicazione, che permette di porre un argine all’odio online e offline e di contrastare ogni forma di disinformazione”, è “un percorso che dobbiamo continuare a incoraggiare, per tutelare i valori di rispetto della sfera personale, di convivenza civile e di pluralismo che sono autentiche pietre angolari della nostra democrazia”. Lo scrive il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel messaggio ufficiale di sostegno all’iniziativa #cambiostile, presentata questa mattina a Roma, presso il Senato. Promossa dall’Associazione Parole O_Stili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo in vista dell’imminente campagna elettorale, l’iniziativa intende creare una cultura della responsabilità di ciò che si comunica e si condivide, promuovere il rispetto dell’avversario e delle idee contrapposte, fondare il confronto su argomentazioni e non su insulti. Prendendo spunto dal “Manifesto della comunicazione non ostile”, oggi al Senato la campagna #cambiostile è stata presentata insieme al documento di applicazione, in chiave politica, dei 10 princìpi del Manifesto stesso. In pochi giorni ha già ottenuto l’adesione di 5 ministri – Minniti, Fedeli, Martina, Pinotti e Finocchiaro – e di circa 200 parlamentari di tutti gli schieramenti politici, i cui nomi sono visibili sul sito www.paroleostili.com/cambiostile, in continuo aggiornamento. Realizzato attraverso un lavoro collettivo che ha coinvolto esperti di linguaggio e comunicazione politica, fra cui Annamaria Testa, Giovanni Boccia Artieri, Andrea Camorrino, Fausto Colombo, Matteo Grandi, Francesco Nicodemo, il “Manifesto della comunicazione non ostile… in politica” è un impegno spontaneo e personale preso da politici e amministratori locali affinché e il dibattito politico sia concentrato su contenuti e idee orientati al bene comune, attraverso un linguaggio rispettoso e non ostile, evitando che la rete possa diventare una zona franca dove tutto è permesso ed educando invece alla responsabilità le community di riferimento.

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