#cambiostile: Fedeli (min. Istruzione), “non è manifesto di buonismo ma di convivenza civile e qualità della relazione umana”

“Il Manifesto della comunicazione non ostile” da cui prende lo spunto la campagna #cambiostile “non è il manifesto del buonismo. È il manifesto di persone che crescono in una cultura della convivenza civile e democratica di un paese che vuole puntare sulla qualità della relazione umana”. Ne è convinta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, intervenuta oggi alla presentazione a Roma, presso il Senato, dell’iniziativa all’iniziativa #cambiostile promossa dall’Associazione Parole O_Stili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo in vista dell’imminente campagna elettorale per creare una cultura della responsabilità di ciò che si comunica e si condivide, promuovere il rispetto dell’avversario e delle idee contrapposte, fondare il confronto su argomentazioni e non su insulti. All’iniziativa hanno già aderito cinque ministri, tra cui Fedeli, e circa 200 parlamentari. Si tratta di “principi – chiarisce la ministra -; non regole o obbligazioni. Principi che devono indurre a pensare, a ragionare e a comportarsi di conseguenza”. All’interno del “decalogo”, il punto “preferito” da Fedeli è il n. 8: “Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare”. “Il substrato che genera l’odio – spiega – è considerare le diversità come un nemico da abbattere. In politica, invece, ci sono avversari da battere e non nemici da abbattere”. “I ragazzi – conclude – portano in classe quello che vivono quotidianamente nella società. Ecco perché, chi la società la rappresenta, deve mantenere un certo stile”.

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