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Spagna: Sinodo, questionario dei giovani. “Manca una cultura della vocazione”. Europa e “memoria cristiana”

La Chiesa che i giovani spagnoli vorrebbero, secondo le risposte al questionario verso il Sinodo presentate oggi a Madrid, propone “il Vangelo di Gesù più chiaramente, accetta le differenze, vive la tolleranza, il dialogo e la chiarezza evangelica”; è “inclusiva, misericordiosa e samaritana”, sa comunicare “con il linguaggio di oggi”, “non è troppo moralistica” e propone “una liturgia più vivace e vicina”. Chiedono anche “più formazione” e pastori “più vicini ai giovani”. Lo sguardo sulla pastorale vocazionale, nella seconda parte della sintesi delle risposte, indica come fondamentale “il ruolo della famiglia” e segna la mancanza di una “cultura vocazionale che guidi comunità, famiglie e giovani” in un maggiore impegno nel “discernimento e accompagnamento adeguato ai giovani”. A fronte di un contesto che “non aiuta l’apertura alla trascendenza”, le Gmg, così come altri eventi nazionali o internazionali vengono identificati come “elemento cruciale per risvegliare la fede”, “offrono un intenso incontro con Gesù Cristo”, “danno un’immagine migliore, più giovane, allegra, dinamica e aperta della Chiesa”. Se sono un “contributo” importante a molti livelli, gli “eventi non possono essere la ragione della pastorale giovanile, ma un mezzo per rafforzare il lavoro ordinario della pastorale giovanile”. Le “speranze dei giovani verso l’Europa”, nella terza parte, guardano alla “ricchezza della memoria cristiana dell’Europa, così presente in Spagna”, attraverso la cultura e l’arte, il gran numero di santi che hanno segnato la storia del Paese e di tutta l’Europa.

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