Migranti: Bonamini (Jrs Europa), “governi e autorità garantiscano servizi e diritti per integrazione e coesione sociale”

“I cittadini molto spesso hanno riempito dei vuoti. Governi e autorità si assumano le proprie responsabilità e garantiscano i servizi e i diritti fondamentali per l’integrazione e la coesione sociale. In particolare nel sistema di accoglienza, nell’accesso all’abitazione, al sistema sanitario, all’assistenza legale e ai corsi di lingua”. Lo ha affermato questa mattina Claudia Bonamini, policy and advocacy officer di Jrs Europe, nel corso della presentazione di “I get you”, la ricerca realizzata in 9 Paesi europei. Capofila del progetto è il Jrs (Jesuit refugee service) Europa e tra i partner c’è anche l’associazione Centro Astalli. Bonamini ha iniziato il suo intervento ricordando che “da una ricerca sulla discriminazione dei migranti in Europa emerge che il 24% degli intervistati nell’anno precedente aveva avuto un’esperienza di discriminazione diretta e il 71% ha indicato come esperienza di discriminazione l’attacco per strada da persone ignote”. È quindi necessario premere sull’acceleratore dell’“inclusione sociale che esprime l’idea che non c’è una differenza tra migrante, volontario e cittadino”. “I get you”, ha spiegato, contiene anche “linee guida per chi vuole impegnarsi e iniziare delle community building”. In particolare, Bonomini ha evidenziato l’importanza di “pensare ad un’iniziativa inclusiva, non solo ad un servizio di accoglienza, che coinvolga altri gruppi vulnerabili (anziani, malati, poveri, ragazze madri) della società”. “Questo – ha notato – è un elemento vincente per combattere il razzismo”. Altre indicazioni riguardano la “flessibilità” evitando “troppi obblighi per le persone coinvolte”, la “formazione dei volontari” e le “fonti di finanziamento” rispetto al quale è necessario “cercare di differenziare e di creare un network per non dipendere da una sola fonte”. La ricerca fornisce poi delle raccomandazioni alla istituzioni. Si chiede di “rendere visibili queste iniziative” e “riconoscere pubblicamente questo lavoro portandolo sotto i riflettori”. Bonomini ha poi evidenziato come la “commistione e collaborazione tra cittadini e amministrazioni sia molto bella e positiva. Va mantenuta e sviluppata” magari mettendo anche a disposizione “uno spazio fisico per iniziative sociali che producono comunità”. Tre le parole-chiave indicate in conclusione: “incontro”, perché “là dove c’è scaturisce il cambiamento della mentalità”; “locale”, perché “le iniziative sono ancorate sul territorio e lì vanno stimolate”; “piccola scala”, perché “bisogna investire nell’accoglienza di piccoli numeri non nei grossi centri”, perché si rafforza “l’autonomia e la partecipazione”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy