Emergenza Neet: Rosina (Ist. Toniolo), “sistema formativo debole, scarso incontro domanda-offerta, alta dispersione scolastica”

In Italia i Neet (Not in Education, Employment or Training) sono 2,2 milioni, il 24% dei coetanei, contro il 14% della media Ue. In un’intervista al Sir Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico del Rapporto Giovani promosso dall’Istituto Toniolo, parla di capitale umano sprecato, tra debolezze della formazione scolastica e scarse opportunità offerte dal sistema produttivo, e sottolinea l’importanza di “alleanze sul territorio in grado di scovarli e riattivarli”. Analizzando le cause di questa anomalia italiana, Rosina richiama “l’inefficienza dell’intero percorso di transizione scuola-lavoro, momento chiave all’interno della più generale transizione allo stato adulto”, “la fragilità e l’inadeguatezza della formazione, degli strumenti di incontro domanda-offerta di lavoro”, “i limiti del sistema produttivo” e l’alto tasso di dispersione scolastica. Per il demografo, la debolezza del nostro sistema formativo consiste nell’essere basato “più sulle nozioni che sulle competenze spendibili nel mondo del lavoro, non insegna a saper fare, non consente ai ragazzi di mettersi fattivamente alla prova”, dovrebbe invece “coniugare imparare con saper fare”. È inoltre carente sulle competenze trasversali: life-skills quali “capacità di prendere un impegno, di mettersi in gioco, di essere intraprendente, di lavorare in squadra, di risolvere i problemi, di progettare il futuro”.

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