Decalogo #BastaBufale: De Luca (Ucsi), “buona iniziativa perché stimola analisi e riflessione, ma serve accompagnamento esperti”

“Molte luci e qualche ombra”. Vania De Luca, vaticanista di Rainews24 e presidente nazionale dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), in un’intervista al Sir commenta in questi termini il decalogo #BastaBufale, presentato lo scorso 31 ottobre a Roma dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e dalla presidente della Camera Laura Boldrini per aiutare gli studenti di scuola secondaria a difendersi dalle false notizie che circolano su Internet e per educarli ad un utilizzo più consapevole della rete. L’iniziativa, che fa seguito all’accordo lanciato lo scorso maggio a Montecitorio fra Camera dei deputati e Miur, fa parte di un più ampio pacchetto di azioni che il Ministero sta mettendo in campo per la prima volta sul tema del controllo delle fonti e per l’educazione civica digitale. Un fenomeno, quelle delle fake news, che ha radici strutturali e non va sottovalutato: basti pensare alle bufale sui vaccini, sulle cure mediche prive di fondamento scientifico o alle truffe online. La presidente dell’Ucsi parla di “una buona iniziativa perché stimola l’analisi e la riflessione e tenta di offrire strumenti di verifica molto pratici per difendersi da tranelli”, ma non si nasconde che si tratta di “‘attrezzi’ che fanno parte del background dei comunicatori di professione, segno di quella disintermediazione che ha toccato anche il nostro ambito dell’informazione”. Attenzione, avverte, “a non caricare i ragazzi di eccessive richieste e responsabilità. Il decalogo pone il problema, è una buona base ma da solo non basta. Occorre anche l’accompagnamento di esperti”.

 

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