Università Cattolica: mons. Giuliodori al novello diacono fra Francesco Lo Presti, “Dio ha bisogno di medici, ma ha ancor più bisogno di medici delle anime”

“Dio ha certamente bisogno di medici, seri e competenti, che si dedichino alla cura dei corpi e continuino a porre segni di guarigione nella vita delle persone e nella storia degli uomini, come faceva Gesù. Ma il Signore ha ancor più bisogno di medici delle anime che sappiano prendersi cura della vita interiore delle persone, liberandole dalle ben più pericolose malattie morali e spirituali, con la stessa perizia e competenza con cui si curano le malattie del corpo”. Lo ha affermato sabato pomeriggio mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, presiedendo la celebrazione eucaristica durante la quale, nel chiesa del Sacro Cuore, ha conferito l’ordinazione diaconale a Francesco Lo Presti, frate minore laureato in Medicina e chirurgia nell’Ateneo romano. “In questo evento di grazia – ha sottolineato il vescovo – vedo un particolarissimo dono che Dio fa, oltre che a Francesco e alla comunità dei Frati minori, anche a questa istituzione voluta e creata proprio da un geniale e insigne confratello, padre Agostino Gemelli”. “Come non vedere in questa consacrazione diaconale – ha proseguito – un frutto singolare e straordinario dell’abbondante semina fatta dal fondatore dell’Ateneo dei cattolici italiani?”. Dopo aver ripercorso il cammino vocazionale di fra Lo Presti, Giuliodori rivolgendosi al novello diacono ha osservato che “per vivere la relazione con il Signore e il generoso servizio verso i fratelli sono necessarie tre cose”. In primo luogo “lo spirito di fiducioso abbandono nelle mani del Signore”. Poi “vivi con generosità la testimonianza concreta della carità fraterna che non giudica e condanna, ma si fa carico delle fatiche degli altri e si prende cura delle loro necessità”. Infine, “non avere paura di eccedere nella tenerezza”. “Queste tre caratteristiche – ha augurato il vescovo – ti accompagnino sempre anche nel lavoro pastorale con i giovani a cui sei stato chiamato nella tua provincia francescana”.

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