Giorgio La Pira: in un testo inedito, “eliminare l’atomica o saremo tutti quanti eliminati globalmente”

“Tutti i problemi, politici, culturali, spirituali, sono tutti legati a questa frontiera dell’Apocalisse. O finisce tutto, o comincia tutto. O eliminare l’atomica o saremo tutti quanti eliminati globalmente, in un contesto atomico”. È quanto afferma Giorgio La Pira in un testo inedito, parte della sbobinatura dell’ultimo incontro di La Pira a “La Vela” (13 agosto 1975), pubblicato oggi dal Sir. Parlando ad oltre 100 giovani dai 17 anni in su partecipanti al campo-scuola al villaggio “La Vela” di Castiglione della Pescaia (Gr) con Pino Arpioni, La Pira evidenzia che “trent’anni dopo la prima atomica, che era di 0,0015 megatoni”, “il primo problema è l’atomica. Perché essa è veramente il problema della vita o della morte del genere umano e dello spazio”. “Che si è fatto in questi trent’anni?”, domanda il professore. “Abbiamo cercato di eliminarlo, di non pensarci, per non aver dubbi di coscienza. È come un debitore che ha molti debiti: cerca di non pensarci”. Secondo La Pira, “il nostro tempo, se voi lo analizzate culturalmente e spiritualmente” è “teso verso la pace universale, verso l’unità di tutti i popoli della terra, il disarmo inevitabile, e la contemplazione dei grandi misteri della Chiesa e della storia”. Se “voi ci riflettete – aggiunge – vedrete come c’è questo cammino sempre crescente, sempre verso un porto, il porto escatologico, che è il porto finale sulla terra, della fioritura del mondo”.

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