Catalogna: abate di Monserrat, “arresti ostacolano costruzione di ponti di dialogo”. Pujol (presidente vescovi catalani), “preoccupato per pace sociale”

I vescovi catalani sono preoccupati per la situazione che si è venuta a creare nel paese in seguito all’arresto a Madrid di otto ministri del Governo di Puidgement e al mandato di arresto inviato al destituito presidente catalano e ai quattro ministri che lo hanno seguito a Bruxelles. Nessuna dichiarazione ufficiale: i vescovi affidano le loro preoccupazioni ai tweet. L’ultimo a prendere la parola è l’abate di Monserrat, mons. Josep Maria Soler, che ieri ha espresso la sua “preoccupazione” per l’arresto dei consiglieri della Generalitat della Catalogna. Attraverso un twitter del responsabile della comunicazione dell’Abbazia di Montserrat, Oscar Bardaji, l’abate dice che nella comunità benedettina “soffriamo per gli arresti di ieri: ostacolano la costruzione di ponti di dialogo”. Per questo, aggiunge, “dobbiamo lavorare per la convivenza”.

La giudice spagnola Carmen Lamela ha firmato il mandato di arresto europeo contro il presidente catalano Carles Puigdemont e i quattro ministri che lo accompagnano a Bruxelles. E ieri, decine di migliaia di persone sono scese in piazza gridando “Llibertat!” in tutte le città della Catalogna per denunciare l’arresto a Madrid di otto ministri del Governo di Carles Puigdemont e esigere la liberazione immediata dei “detenuti politici”. Le due organizzazioni della società civile Anc e Omnium hanno convocato una grande manifestazione a Barcellona l’11 novembre.

Preoccupazione per “la pace sociale” e “tristezza” per la situazione erano state espresse anche dall’arcivescovo di Terragona, monsignor Jaume Pujol, presidente della Conferenza episcopale terragonese. In un tweet del 2 novembre, così scriveva: “Profondamente preoccupato e triste per la situazione che si è creata oggi. Chiedo a Dio che si preservi la pace sociale”.

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