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Ue: Erasmus+, formazione e mobilità. In un anno ne hanno beneficiato 725mila cittadini europei

Bruxelles, 30 novembre: il commissario Tibor Navracsics al termine della presentazione della relazione su Erasmus+

(Bruxelles) Cresce il programma Erasmus+ che promuove la mobilità in chiave formativa di giovani e insegnanti europei. La “Relazione Erasmus+ 2016”, presentata oggi dalla Commissione Ue, “conferma il ruolo fondamentale che il programma ha avuto nella costruzione di un’Europa più resiliente, unita intorno a valori europei comuni”. Aumentando del 7,5% la dotazione di bilancio di Erasmus+ rispetto all’anno precedente, l’Ue “ha investito – si legge nella relazione – la cifra record di 2,27 miliardi di euro per offrire a 725mila cittadini europei, attraverso una sovvenzione di mobilità, la possibilità di studiare, formarsi, insegnare, lavorare o fare volontariato all’estero”. Dalla data di avvio dell’attuale programma nel 2014 (l’origine di Erasmus si colloca negli anni ’80 e si chiudono in questi giorni le celebrazioni del 30°), sono stati superati i due milioni di beneficiari. Nel 2016 il programma ha inoltre investito in 21mila progetti a cui hanno partecipato 79mila organizzazioni attive nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani. Tibor Navracsics, commissario per l’istruzione e i giovani, commenta: “Sono fiero di vedere come il programma sia stato un catalizzatore per l’unità in Europa e abbia contribuito a rafforzare la resilienza delle persone e della nostra società. La mobilità nell’ambito di questo programma permette di sviluppare le capacità e le competenze e rafforza un’identità europea che integra e arricchisce l’identità nazionale e regionale”.

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