Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Catania, maxi operazione antidroga. Corea del Nord, per gli Usa “guerra più vicina”

Cronaca: Catania, perquisizioni e 36 arresti nell’ambito di una maxi operazione antidroga

Maxi operazione antidroga a Catania: 200 carabinieri del comando provinciale stanno eseguendo 36 arresti e oltre 100 perquisizioni. I militari controllano porta a porta un intero agglomerato della periferia sud della città, il quartiere Librino, considerato un supermarket degli stupefacenti. L’operazione è stata preceduta da una complessa attività investigativa che ha portato all’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 36 indagati. L’ordinanza è stata emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania ipotizzando i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa Nostra. Particolari sull’operazione saranno resi noti dal procuratore Carmelo Zuccaro durante un incontro con i giornalisti che si terrà alle 10.30.

Giustizia: sedici anni dopo, la sentenza per l’omicidio della giornalista Maria Grazia Cutuli

Dovranno scontare 24 anni di reclusione i due afghani – Mamur e Zar Jan – accusati dell’omicidio dell’inviata del “Corriere della sera” Maria Grazia Cutuli, avvenuto il 19 novembre 2001. Lo ha stabilito ieri la Corte di Assise di Roma a 16 anni dall’assassinio. Con questa sentenza “si è dato valore al lavoro svolto da una giornalista italiana che ha rappresentato l’Italia all’estero portando avanti il diritto all’informazione per il suo Paese”, ha dichiarato l’avvocato Paola Tullier, legale di parte civile per la famiglia Cutuli.

Ue-Africa: task force internazionale per salvare vite dei migranti. Gentiloni, “tutti facciano la loro parte”

Nascerà “una task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Nazioni Unite per salvare e proteggere vite di migranti e rifugiati lungo le rotte e in particolare in Libia, accelerando il ritorno volontario assistito ai Paesi di origine e il reinsediamento di chi ha bisogno di protezione internazionale”. La decisione, comunicata ieri sera con una nota stampa delle tre istituzioni, è stata assunta a margine del summit Ue-Ua in corso ad Abidjan dal segretario dell’Onu, Antonio Guterres, dal presidente della commissione dell’Ua, Moussa Faki Mahamat, e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Il vertice di Abidjan prosegue oggi: si discute di sviluppo, giovani, agricoltura, ambiente, salute, istruzione. Nella capitale ivoriana sono giunti, tra gli altri, Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Mariano Rajoy, il premier libico Fayez al Serraj e altri leader africani. Paolo Gentiloni, in conferenza stampa ad Abidjan, ha dichiarato: “La strada – sul tema immigrazione – è tracciata, bisogna rimboccarsi le maniche, mettere mano anche al portafoglio perché non è possibile che” le azioni sul fronte migratorio “siano finanziate pressoché solo da Italia, Germania e Ue. Ho avuto disponibilità” in questo senso “dei quattro Paesi di Visegrad a finanziare. Bisogna che ognuno faccia la propria parte su questa strada che l’Italia ha aperto”.

Corea del Nord: la minaccia nucleare di Pyongyang scuote il mondo. Gli Usa, “guerra più vicina”

La minaccia coreana continua a tener desta l’attenzione sullo scacchiere mondiale. Ieri l’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, durante il Consiglio di sicurezza dedicato al problema, ha dichiarato: “Ora la guerra è più vicina”. Piano di difesa e di eventuale attacco si stanno studiando fra Usa, Corea del Sud, Giappone. Anche la Cina, finora vicina a Pyongyang, sta rivalutando la propria posizione rispetto al dittatore coreano. Intanto, mentre al Tesoro americano si studiano nuove sanzioni finanziarie e al Pentagono si valuta l’ipotesi di un blocco navale, le Nazioni Unite rinviano la decisione di nuove misure punitive verso Pyongyang, con i Quindici del Consiglio di sicurezza che per il momento insistono sulla piena e rigorosa attuazione delle sanzioni già prese negli ultimi mesi. Washington chiede però a Pechino di tagliare le forniture di petrolio alla Corea del Nord, mentre Putin, da Mosca, insiste affinché la Corea del Sud interrompa le esercitazioni militari, perché “alzano la tensione nella regione”.

Balcani: suicidio in diretta dell’ex generale croato Praljak, condannato a 20 anni per crimini di guerra

L’ex generale croato Slobodan Praljak, che si era visto confermare in appello una condanna a 20 anni di carcere per crimini di guerra, ieri si è tolto la vita con un gesto plateale davanti ai giudici del Tribunale internazionale dell’Aia. Dopo la lettura della sentenza Praljak si era alzato in piedi affermando ad alta voce: “Slobodan Praljak non è un criminale di guerra e con sdegno respingo la sentenza”, per poi ingerire una fiala di veleno. Praljak, morto poco dopo in ospedale, era un ex comandante delle forze croato-bosniache in Bosnia nella guerra del 1992-95. Fra i crimini contestati all’ex generale durante la guerra nei Balcani, la distruzione del ponte di Mostar (8 novembre 1993), lo Stari Most, antico simbolo della città e della convivenza tra culture e fedi religiose.

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