Ricostruzione post terremoto: p.da Silva Gonçalves (rettore), “ferite a beni culturali della Chiesa colpiscono affetti più profondi e anima credente delle comunità”

“Un terremoto provoca sempre ferite alle persone, al tessuto sociale ed economico, e produce gravi danni ai beni culturali e artistici”. Per questo è importante riflettere sul “modo di curare queste ferite o meglio sul modo di ricomporre l’identità delle comunità colpite. Una questione di identità perché i beni culturali sono sempre espressione di identità”. Esordisce così il rettore della Pontificia Università Gregoriana, p. Nuno da Silva Gonçalves, nel suo saluto al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa”, organizzato oggi dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Obiettivo dell’incontro, presentare lo stato dei beni culturali di interesse sacro e religioso, coinvolti nei drammatici eventi sismici che hanno colpito recentemente le aree dell’Italia centrale, e i temi ad essi legati: il recupero delle opere d’arte, la messa in sicurezza, il restauro e la ricostruzione. Il rettore insiste sul concetto di identità che “nei beni culturali della Chiesa assume rilievo particolare; essi sono infatti la testimonianza di un comunità credente che vive e celebra la propria fede e la trasmette di generazione in generazioni. Le ferite a questi beni colpiscono gli affetti più profondi e l’anima credente delle comunità. E’ pertanto importante ricomporne l’identità ed è importante farlo con uno sguardo al futuro e condividendo buone pratiche”. Per p. Marek Inglot, decano della Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa dell’Ateneo, “occorre ricomporre la civitas” fatta di “case, luoghi di lavoro, chiese, monasteri, luoghi di culto minori. L’opera d’arte sacra recuperata dalle macerie trascende il suo valore storico – artistico per comunicare la bellezza di Dio”.

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