Ricostruzione post terremoto: don Pennasso (Cei), “in situazioni di emergenza fondamentali conoscenza e geolocalizzazione del patrimonio storico-artistico”

In caso di emergenza e calamità naturali la conoscenza del patrimonio dei beni culturali ecclesiastici e della collocazioni degli immobili e delle collezioni è fondamentale “perché si riduca in modo esponenziale la possibilità che il patrimonio vada disperso e possa così essere quanto prima e quanto meglio recuperato e messo in sicurezza”. A sottolinearlo è don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, intervenendo al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” in corso alla Pontificia Università Gregoriana per iniziativa della Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Pennasso ricorda che fin dal 1996 le diocesi italiane sono impegnate nella realizzazione partecipata del progetto di catalogazione del patrimonio mobile di proprietà delle parrocchie e del censimento delle chiese che permette la geolocalizzazione e il collegamento fra le diverse banche dati: chiese e oggetti. “Procedure e modalità operative delle diocesi attraverso relazioni istituzionali – spiega – consentono di mettere a disposizione delle Soprintendenze e della Protezione civile tutte le necessarie conoscenze”. Fondamentale “individuare in tempo non di crisi depositi temporanei di proprietà ecclesiastica per il ricovero di beni mobili in caso di calamità”. Un aspetto di novità, sottolinea Pennasso, è il protocollo d’intesa sottoscritto il 1° dicembre 2016 tra il commissario per la ricostruzione, il Mibact, la Cei e le diocesi colpite dal terremoto, attraverso il quale si vengono a concordare insieme priorità, modalità e termini per il recupero dei beni culturali di interesse religioso danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Il direttore dell’Ufficio Cei ricorda inoltre la Consulta per il recupero dei beni culturali, finalizzata a rendere stabile lo scambio e la collaborazione tra le parti e a concordare soluzioni a eventuali problemi. Infine il tavolo di lavoro tecnico permanente che, oltre a definire le priorità degli interventi – è in corso la raccolta delle priorità indicate dalle diocesi per gli interventi nei luoghi di culto – è chiamato ad assicurarne coordinamento e istruttorie.

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