Papa Francesco: videomessaggio a simposio su Laudato si’, “nessuna attitudine negazionista” su distruzione dell’ambiente

“I problemi della distruzione dell’ambiente naturale sono sempre più gravi e le conseguenze sulla vita delle persone risultano drammatiche”. A lanciare il grido d’allarme è il Papa, nel videomessaggio – in spagnolo – inviato al Simposio Internazionale “Laudato si’. La cura della casa comune, una conversione necessaria all’ecologia umana”, promosso dall’Università Cattolica di Costa Rica insieme alla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI e in corso fino a domani a San José. Per affrontare questa sfida, secondo Francesco occorre “avere una visione ampia delle cause, della natura della crisi e dei suoi diversi aspetti”. “Non è lecita su questa problematica mondiale nessuna attitudine negazionista”, il monito del Papa. Al contrario, “è imprescindibile la collaborazione di scienziati, sociologi, economisti e politici, così come degli educatori e dei formatori delle coscienze”. “Le soluzioni tecniche non aiuteranno a salvare la nostra casa comune”, sostiene Francesco auspicando “una autentica conversione delle nostre attitudini e dei nostri comportamenti quotidiani”. Come ha affermato Benedetto XVI, è necessaria “una ecologia umana che metta al centro lo sviluppo integrale della persona e lanci un appello ad assumersi le proprie responsabilità per il bene comune, per il rispetto e la buona amministrazione delle creature che Dio ci ha affidato”. L’auspicio del Papa è che il Simposio “dia un forte impulso alla collaborazione delle Università cattoliche – in particolare in America Latina e nei Caraibi – per lo studio dei problemi e delle Soluzioni possibili”, e anche “per suggerire proposte concrete” che suscitino “una maggiore responsabilità nella cura della casa comune, non solo da parte degli individui ma anche delle comunità politiche, sociali ed ecclesiali e delle famiglie”. “C’è bisogno della solidarietà e dell’impegno di tutti”, la conclusione del videomessaggio, per tradurre la Laudato si’ “nella vita concreta, per il bene e il futuro della famiglia umana”.

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