Honduras: i vescovi chiedono trasparenza e celerità al Tribunale supremo elettorale dopo le elezioni di domenica scorsa

La Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) ha emesso un comunicato in merito alle elezioni di domenica scorsa e alla situazione di incertezza che si è venuta a creare a causa dell’interruzione di ogni comunicazione sulle operazioni di scrutinio, una volta resi noti i risultati di poco meno del 60% delle sezioni. Secondo questi dati parziali è in vantaggio il candidato del cartello delle opposizioni, il presentatore televisivo Salvador Nasralla, con poco più del 45% dei voti, contro il 40% del presidente uscente Juan Orlando Hernández. I vescovi prendono atto “con profonda soddisfazione” dell’alta partecipazione e del fatto che la giornata elettorale sia stata vissuta in un clima di pace. Ma auspicano che la volontà del popolo “sia rispettata e la sua voce ascoltata”. Da qui la richiesta rivolta al Tribunale supremo elettorale (Tse) di “mantenere informata l’opinione pubblica nazionale e internazionale con celerità”, così come si merita la popolazione. I vescovi si rivolgono poi ai politici chiedendo “di mettere l’Honduras davanti ai loro interessi personali o di partito. La loro leadership si dimostra nella capacità di accettare con nobiltà d’animo le sconfitte, e le vittorie con umiltà”. Perciò “qualunque intento di destabilizzare l’andamento dello scrutinio” riaprirebbe le ferite di un recente passato. Anche alla popolazione si chiede di “mantenere la calma”, pur continuando a vigilare, ma sempre nel rispetto delle diverse opinioni. La Chiesa sottolinea, comunque sia, che “emerge con chiarezza la necessità di riformare”, nel rispetto alle istituzioni repubblicane, sia la legge elettorale sia le istituzioni stesse, “per evitare in futuro simili situazioni”.

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