Bambini migranti: Unicef, “possibile, anche in Paesi con risorse limitate, attuare politiche di sostegno”

“Sono 50 milioni i bambini coinvolti nelle migrazioni a livello mondiale, 28 milioni dei quali sono stati sfollati a causa di conflitti. I bambini rappresentano circa il 28% delle vittime della tratta di esseri umani a livello globale”. Lo scrive Unicef nel rapporto “Oltre le frontiere”, che evidenzia le “migliori pratiche per la cura e la protezione dei piccoli rifugiati e migranti”. “I diritti, la protezione e il benessere dei bambini ‘sradicati’ dovrebbero essere al centro degli impegni delle politiche migratorie globali”, ha dichiarato oggi l’Unicef, in vista dell’incontro in Messico, a Puerto Vallarta, in programma tra il 4 e il 6 dicembre, sulle migrazioni sicure e regolate. “L’incontro in Messico rappresenta un passo importante verso la stesura del Global Compact sulle migrazioni, un accordo intergovernativo di riferimento che coprirà tutte le dimensioni della migrazione internazionale. Il nostro nuovo rapporto mostra che è possibile, anche in Paesi con risorse limitate, attuare politiche, servizi e investimenti che sostengano efficacemente i bambini rifugiati e migranti nei loro Paesi d’origine, mentre attraversano le frontiere e quando raggiungono le loro destinazioni”. Tra i maggiori problemi che sono costretti ad affrontare, segnalati nel rapporto, xenofobia, abusi, sfruttamento sessuale e mancanza di accesso ai servizi sociali. Per questo motivo, “è indispensabile disporre di politiche che li proteggano nel corso del loro viaggio”. L’Unicef le ha indicate in sei punti che prevedono, tra gli altri, lo stop alla detenzione introducendo una serie di alternative pratiche e la possibilità di tenerli uniti con le loro famiglie. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto mette in evidenza come “buona pratica” l’adozione della legge n. 47/2017 che dispone misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. “La nuova legge definisce un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza”.

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