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Irlanda: mons. Martin (Dublino), “ripristinare il posto di Dio nella società e nei cuori dei nostri giovani”

“Come cappellani universitari, avete una visione unica della mente di una grande fetta di giovani della società irlandese. Vedete in prima persona le loro speranze e aspirazioni, problemi, ansie e apprensioni, la loro fede e comprensione della religione”. È la premessa che ha fatto l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin parlando ai cappellani della diocesi, che svolgono un ministero “il più efficace e stimato della Chiesa verso i giovani”, secondo quanto emerso nel questionario compilato a Dublino in vista del Sinodo. Proprio guardando al 2018, l’arcivescovo ha evidenziato che “la pastorale giovanile dovrà concentrarsi soprattutto sull’educazione alla fede”, accompagnando i giovani “a raggiungere la capacità di parlare autenticamente la lingua della fede in un mondo in cui tale lingua potrebbe essere aliena”. I cappellani dovranno accompagnare i giovani ad “acquisire la capacità di discernere”: i giovani oggi sono sì “ispirati da valori come onestà, libertà, integrità e tolleranza”, ma poiché “la società irlandese perde il suo radicamento nel cristianesimo”, questi termini “possono assumere significati diversi”. La fede è vissuta nella cultura, ma “implica un modo diverso di vivere all’interno di qualsiasi cultura”: occorre quindi “formare una comunità credente che accoglie i giovani e li aiuta ad andare oltre i confini superficiali per riconoscere la presenza e lo scopo di Dio in tutte le persone e le cose”. Se “molti giovani che parlano di fede si sentono emarginati”, “non è sufficiente analizzare come il ruolo di Dio è stato ridotto nella società irlandese, ma dobbiamo cercare come ripristinare il posto di Dio nella società e nei cuori dei nostri giovani”.

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