Terra Santa: petizione contro la partenza del Giro d’Italia 2018 da Gerusalemme

Gerusalemme

In un appello pubblico internazionale oltre 120 organizzazioni per i diritti umani, sindacati, associazioni per il turismo etico, gruppi sportivi e religiosi da 20 Paesi contestano la scelta di Rcs Sport e ‘La Gazzetta dello Sport’ di far partire l’edizione 2018 del Giro d’Italia da Gerusalemme. La Corsa Rosa è in programma fino al 27 maggio e scatterà con una cronometro individuale da Gerusalemme e proporrà tre tappe sul territorio israeliano, nel ricordo di Gino Bartali, il cui nome è impresso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti nel Mausoleo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme. La petizione, resa nota il 22 novembre, in vista della presentazione ufficiale del Giro d’Italia del 29 novembre a Milano – data che coincide con la Giornata internazionale indetta dalle Nazioni Unite di solidarietà con il popolo palestinese – vede tra i firmatari, il linguista Noam Chomsky, i giuristi John Dugard e Richard Falk, già Relatori speciali dell’Onu per la Palestina, mentre tra le organizzazioni figurano Pax Christi e la Comunità cristiana di base di San Paolo in Italia, gruppi ebraici come Jewish Voice for Peace (Usa), la rete italiana Eco (Ebrei contro l’occupazione), l’Union des progressistes juifs (Belgio), Jews for Justice for Palestinians (Gran Bretagna). Per i firmatari, il Giro d’Italia in Israele “occulterebbe l’occupazione militare e la discriminazione contro i palestinesi da parte di Israele e al contempo ne incentiverebbe la sensazione di impunità, alimentando la continua negazione dei diritti dei palestinesi sanciti dall’Onu”. Da qui la richiesta agli organizzatori di spostare la partenza della gara in un altro Paese. La petizione contesta anche il percorso del Giro che è stato reso noto dalle mappe e dai video ufficiali. Gerusalemme Est – secondo le organizzazioni firmatarie dell’appello – sarebbe stata presentata “come se facesse parte dello Stato d’Israele e fosse la sua capitale unificata”. È ad oggi, riferisce il sito Terrasanta.net, un territorio ancora controverso, in quanto dal 1967 è sotto il controllo di Israele, senza però che abbia mai ottenuto l’assenso dell’Onu e il riconoscimento della comunità internazionale. La campagna di protesta che porta il nome “#CambiaGiro”, prevede anche messaggi a Papa Francesco, per chiedergli di rifiutare l’invito di Netanyahu a dare il via alla corsa; lettere a Rcs per trasferire il luogo di partenza del Giro; manifestazioni sportive e un ciclo raduni in tutta Italia per il 25 e il 26 novembre.

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