Spreco alimentare: ad un anno dalla legge il recupero delle eccedenze è aumentato del 20%.

A poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, il recupero delle eccedenze alimentari è aumentato del 20%. Lo dice al Sir Marco Lucchini, segretario generale della Fondazione Banco alimentare onlus. con cui facciamo il punto della situazione. Il 14 settembre 2016 è entrata in vigore la legge n.166/16, o “legge Gadda”, che riorganizza il quadro normativo di riferimento per le donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, e stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del Paese. Sono 5,6 milioni le tonnellate di cibo prodotte in eccedenza ogni anno (intese come cibo che viene realizzato, trasformato, distribuito o preparato per il servizio ma che per varie ragioni non viene venduto o consumato, e potrebbe essere recuperato) dai campi al consumatore finale. Di queste, il 57% sono nella filiera degli attori economici da cui Banco alimentare recupera, il 43% dai consumatori. Di queste eccedenze la gran parte viene sprecata, 5,1 milioni di tonnellate di cibo (che potrebbe essere recuperato ma che in realtà viene buttato). A pochi giorni dalla Giornata mondiale dei poveri,  Lucchini informa che  “grazie anche all’entrata in vigore della legge abbiamo avuto un aumento del 20% del recupero di eccedenze dalla distribuzione, grazie ad un aumento dei volumi delle donazioni e ad una crescita dei punti vendita della Grande distribuzione organizzata (Gdo)”. Prima della legge, nel periodo ottobre 2015 – giugno 2016, il Banco ha recuperato dalla Gdo oltre tre tonnellate e mezzo di cibo (3.500.545 Kg). Nei mesi successivi all’entrata in vigore del provvedimento (ottobre 2016 – giugno 2017) sono stati recuperati dalla Gdo oltre quattro tonnellate (4.149.860 Kg).

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