Diocesi: San Marino, domenica l’incontro con Gianna Jessen apre gli “80 giorni” per dire no alla legge sull’aborto

“La Repubblica di San Marino – tra i pochi Stati in Europa in cui non è consentita l’interruzione volontaria della gravidanza – sta per adeguarsi alle legislazioni abortiste, perdendo la propria originalità. Dobbiamo denunciare la disattenzione su quello che sta accadendo: i sammarinesi rischiano di svegliarsi una mattina con decisioni prese nelle stanze della politica senza un serio dibattito e coinvolgimento popolare”. È quanto si legge in un comunicato della diocesi di San Marino-Montefeltro che annuncia un incontro, in programma domenica, con Gianna Jessen, la donna statunitense sopravvissuta ad un aborto salino ed ora impegnata a testimoniare “in giro per il mondo”, nelle più grandi città, la rivincita della vita (Sala Polivalente in Piazza Bertoldi a Serravalle – ore 20.30). L’iniziativa è promossa dagli Uffici diocesani famiglia, e pastorale sociale e del lavoro , ProVita onlus, in collaborazione con le associazioni e le aggregazioni laicali della diocesi e inaugura gli ottanta – più o meno – giorni “nei quali – prosegue il comunicato – si terrà una serie di iniziative e di incontri per sensibilizzare la gente di San Marino, e non solo, sul rischio concreto che passi una inaccettabile proposta di legge sulla ‘procreazione cosciente e responsabile’”. Negli otto articoli non viene mai menzionato il padre, evidenzia il comunicato, e la proposta di legge consente alla donna, “anche se minorenne” di “uccidere la creatura che porta in grembo (perché di questo si tratta anche per la comunità scientifica),  ‘entro i primi 90 giorni, senza obbligo di fornire giustificazioni per la sua scelta’”.

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