Diocesi: mons. Piemontese (Terni-Narni-Amelia), di fronte al clima “inquinato e saturo di provocazione, ammiccamento, sollecitazione allo sfruttamento sessuale, non vogliamo solo gridare allo scandalo”

“La festa della patrona Santa Fermina è il momento in cui si celebra l’identità civile e cristiana della città per la quale Fermina è iniziatrice e fondamento. Fermina ci insegna a vivere i disagi e i mali dell’esistenza nella logica di Gesù, vero chicco di frumento che per amore è piantato in terra e muore per portare frutti di vita. Fermina ci insegna la fede incrollabile in Dio, l’amore al Vangelo, il rispetto della persona, la purezza dei costumi, l’aiuto al prossimo con la preghiera e le opere”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Giuseppe Piemontese, presiedendo nella concattedrale di Amelia la festa di santa Fermina, patrona della città e compatrona della diocesi. La celebrazione è stata introdotta dalla suggestiva rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346 e dall’accensione dei ceri con la “Fiaccola S. Fermina” partita in mattinata da Civitavecchia e portata in staffetta dalle associazioni sportive di Civitavecchia e Amelia. Alla vigilia della giornata contro la violenza alle donne, il vescovo si è soffermato sul rispetto della persona. Viviamo in “una società, che in nome delle libertà individuali, ha smarrito il riguardo per la persona e la sua dignità, il pudore, il rispetto del proprio corpo e di quello degli altri”. “Pornografia e ogni genere di avvilimento della dignità umana, di volgarità che si cercano nei social network e che ci entrano in casa tramite TV, internet, non sono cose ritenute perniciose. Ma non è così. L’aria ormai è inquinata”. “Per giorni e giorni ci si è giustamente indignati per tanta violenza fisica, morale e sessuale in particolare sulle donne, ma – ha osservato Piemontese – non si ha il coraggio di indignarsi o di abbattere il clima generale ormai inquinato e saturo di provocazione, di ammiccamento, di pubblicità e di sollecitazione allo sfruttamento sessuale, alla curiosità morbose, alla vendita del corpo umano, alle donne come oggetto. Non vogliamo solo gridare allo scandalo” ma “in occasione della festa di santa Fermina, ogni anno vogliamo riflettere e compiere qualche gesto contro senso: scelta di approfondimenti culturali che promuovono bellezza e gioia, e cambiare canale dove impera la superficialità e la volgarità”.

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