Azione Cattolica: De Siervo (Ist. Toniolo), “formare ed educare i cristiani a essere più attivi e chiudersi meno in forme di eccessiva timidezza”

“Non di rado nel passato, la Chiesa si è involuta in alcune strutture che si sono fortemente costituite come potere e non come servizio. In altre parole, si è fatta troppo Stato e questo ha lasciato traccia per molto tempo”. Così Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente dell’Istituto di diritto internazionale della pace “G. Toniolo”, è intervenuto stamane a Roma al convegno “Ascoltare per camminare”, promosso dall’Azione Cattolica dei ragazzi. Parlando al Pontificio Collegio Spagnolo, De Siervo ha esortato la Chiesa a “tenere conto dell’esperienza dei laici e dei loro giudizi, attraverso un confronto continuo e proficuo con i credenti, un confronto che in molti casi non c’è stato. Ecco perché allora – ha spiegato – i vertici ecclesiastici devono avviare questo percorso, affinché ci sia la consapevolezza di un mutamento essenziale che sta avvenendo nella vita della Chiesa stessa. Secondo il docente, “la Chiesa deve tornare a formare e a educare i cristiani a essere più attivi e chiudersi meno in forme di eccessiva timidezza. Tutto questo coinvolgendo anche i laici ad esprimere le proprie valutazioni”. Nel suo intervento, De Siervo ha poi esortato le realtà associative a “riscoprire una dimensione fraterna, evitando di diventare dei fenomeni troppo gerarchizzati”. Secondo il docente, inoltre, ci sono alcuni ostacoli che contraddistinguono i laici: “il potere, ad esempio, è uno di questi perché seduce e corrompe lentamente, specie quando si è una persona importante e si attivano nella mente dei meccanismi di auto celebrazione. Tante debolezze derivano da un’eccessiva importanza che ognuno di noi riceve, peggiorata dallo scarso senso autocritico”.

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