Vita pastorale: card. Bassetti, “l’unica gioia che non finisce mai è l’amore di Dio”

(Siciliani-Gennari/SIR)

“Al centro del cristianesimo c’è il grande mistero dell’incarnazione e non un insieme di norme morali o di vincoli solidaristici. All’uomo impaurito e spaesato, solo e incatenato nei propri bisogni, non possiamo non rivolgerci con carità e misericordia, offrendogli quanto abbiamo di più prezioso: la povertà salvifica che illumina la grotta di Betlemme”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella lettera pubblicata da “Vita pastorale” sul numero di dicembre, anticipato oggi al Sir. Il cardinale parla dell’Avvento, un tempo che “vivo come possibilità di sostare in maniera più distesa sulla parola di Dio e come attesa di essere introdotti all’incontro salvifico con il Signore; una possibilità non scontata, esposti come siamo alle mille distrazioni di un’esistenza che finisce col non saper aspettare più nulla”. Ma oggi “l’attesa, tuttalpiù, rimanda a beni materiali, quasi fossero questi a poterci assicurare la felicità”. Negli uomini – aggiunge – “non appena hanno appagato il loro desiderio, la gioia si allontana e inizia, nuovamente, la ricerca angosciosa di una nuova felicità prodotta dalla bramosia di un altro bene materiale. In un circolo vizioso apparentemente senza fine”. “Questo – ammonisce Bassetti – è quanto accade quando non ci si conosce o si dimentica che l’unica gioia che non finisce mai è l’amore di Dio che si è fatto carne nella persona di Gesù; amore gratuito e disinteressato, amore unilaterale e senza contraccambio, amore che non nasce per un desiderio o per un interesse specifico, ma solo perché esiste una tensione, una propensione divina ad amare l’umanità”. “Questo è l’amore di Dio, espresso nel dono del Natale”, osserva il presidente della Cei.

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