Papa Francesco: a Conferenza internazionale sindacati, “non vogliamo un sistema di sviluppo economico che aumenti la gente disoccupata, né senza tetto, né senza terra”

(L'Osservatore Romano-SIR)

“Non vogliamo un sistema di sviluppo economico che aumenti la gente disoccupata, né senza tetto, né senza terra”. A riproporre il legame tra le tre “T” – terra, tetto e lavoro (trabajo) – è il Papa, nella lettera inviata a conclusione della conferenza internazionale “Dalla Populorum progressio alla Laudato si’”. “I frutti della terra e del lavoro sono per tutti, e devono essere partecipati equamente a tutti”, ammonisce Francesco sulla scorta della Laudato si’: “Questo tema acquista rilevanza speciale in riferimento alla proprietà della terra, sia nelle zone rurali che in quelle urbane, e alle norme giuridiche che garantiscono l’accesso ad essa”. In questa prospettiva, “il criterio di giustizia per eccellenza è la destinazione universale dei beni, il cui diritto universale al loro uso è primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale”. Un insegnamento, questo, che per il Papa resta valido a 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e in un momento in cui “i diritti economici, sociali e culturali devono avere maggiore considerazione”. “La promozione e la difesa di tali diritti non si può realizzare a spese della terra e delle generazioni future”, il grido d’allarme di Francesco, secondo il quale “l’interdipendenza tra il lavoro e l’ambiente ci obbliga a reimpostare i generi di occupazione che vogliamo promuovere in futuro e quelli che devono essere sostituiti o ricollocati, come possono essere, ad esempio, le attività dell’industria di combustibili fossili inquinanti”. “È ineludibile uno spostamento dall’industria energetica attuale a una più rinnovabile per proteggere la nostra madre terra”, argomenta il Papa, “ma è ingiusto che questo spostamento sia pagato con il lavoro e con la casa dei più bisognosi”. In altre parole, “il costo di estrarre energia dalla terra, bene comune universale, non può ricadere sui lavoratori e le loro famiglie. I sindacati e i movimenti che conoscono la connessione tra lavoro, casa e terra hanno in merito un grande apporto da dare, e devono darlo”.

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