Lavoro: Daer (Argentina), “oggi il mondo vuole cancellare i sindacati”

“Da Nord a Sud, oggi nel mondo è in atto il tentativo di cancellare i sindacati, di bloccarli, di indebolirli”. A lanciare il grido d’allarme è stato Hector Daer, segretario generale della Confederazione generale del lavoro in Argentina, intervenuto alla Conferenza internazionale delle organizzazioni sindacali, in corso in Vaticano. Ciò che oggi si tende a dimenticare, la tesi del relatore, è che “i sindacati sono la base per una società democratica, grazie al ruolo fondamentale che svolgono per favorire la giustizia distributiva di cui parla il Papa nella Laudato si'”. Nel contesto attuale, per Daer, “gli attacchi contro il sindacato sono un attacco diretto alla possibilità di realizzare la giustizia distributiva, senza la quale i sistemi democratici si indeboliscono e si impoveriscono”. Al contrario, per il relatore, “i sindacati vanno coinvolti in qualunque progetto di società in cui il bene comune sia l’obiettivo da raggiungere”. Sull’importanza della contrattazione collettiva “per bilanciare capitalismo e globalizzazione” si è soffermata, invece, Patricia King, della confederazione irlandese dei sindacati, secondo la quale “una società precaria è insostenibile, poiché produce un quadro disfunzionale all’interno della realtà familiare, su temi come l’accesso alla salute o la conciliazione tra i tempi del lavoro e i tempi familiari”. “L’Irlanda – ha spiegato – è uno dei Paesi più ricchi del mondo: abbiamo uno dei livelli più elevati di remunerazione dei lavoratori, ma le donne, i bambini e i giovani sono minacciati da bassi livelli lavorativi e i sindacati non vengono sempre ascoltati, per la contrattazione collettiva”. Di qui “lo squilibrio crescente tra il capitale e il lavoro, dove il lavoro è considerato merce”. “Fare in modo che i lavoratori godano dei loro diritti”, l’imperativo da raccogliere, tenendo conto che “il pilastro dei diritti sociali è uno dei diritti fondamentali raccomandato dall’Unione europea”.

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