Giornata mondiale pace: Iacomini (Unicef Italia), “oggi il dato umano passa in secondo piano. Abbiamo bisogno di ritrovare uno sguardo più alto”

“Quanto contano davvero i valori della solidarietà nelle visioni politiche che si confrontano oggi? Quanto si salva del nostro patrimonio etico, civile e culturale quando le proposte e le decisioni con cui affrontiamo il fenomeno migratorio sono finalizzate al consenso di breve, brevissimo termine: quello della prossima scadenza elettorale o del prossimo voto di fiducia?”. Se lo chiede il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, commentando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace 2018, presentato oggi in sala stampa vaticana. Iacomini, che era presente alla conferenza stampa su invito della Santa Sede, afferma: “Come sentivo dire qualche giorno fa in un’intervista televisiva da mons. Galantino, la preoccupante carenza di idealità nella politica si traduce in un analfabetismo sociale che appiattisce tutto al livello dello slogan e della retorica, rendendo faticoso e difficile qualsiasi tentativo di progettare il ‘bene comune’. E questa distorsione si manifesta soprattutto in relazione al fenomeno dei migranti e dei rifugiati”. “Nel nostro lavoro quotidiano in difesa dei minorenni stranieri non accompagnati – prosegue – incontriamo ostilità e durezze fino a ieri inimmaginabili. Ormai il dato umano – il bambino o l’adolescente solo e vulnerabile – passa in secondo piano rispetto allo storytelling roboante sulla minaccia che questo ragazzino potrà rappresentare domani, se non già oggi: terrorista, stupratore, nel migliore dei casi peso morto da mantenere o concorrente sul mercato del lavoro”. “Abbiamo davvero bisogno di ritrovare uno sguardo più alto – conclude il portavoce Unicef -, se vogliamo costruire qualcosa che valga la pena di essere trasmesso alla generazione successiva”.

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