Festival Dottrina sociale: mons. Di Donna, “il creato luogo di commercio deturpato per affari, uomo oggetto di mercato”

“Il creato è diventato luogo di commercio che i mercanti deturpano per il loro affare”. Lo ha detto questa mattina il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna, durante l’omelia della Messa che ha presieduto in apertura della seconda giornata del Festival della Dottrina sociale della Chiesa, in corso a Verona. “Oggetto di mercato è diventato anche l’uomo, oggetto di scarto”, ha aggiunto. Citando l’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, il presule ha affermato che “non c’è una crisi ambientale né una crisi sociale”, ma “tutto è connesso”. Mentre “la Dottrina sociale riconosce il giusto valore del denaro e del profitto. È indispensabile che il legittimo perseguimento del profitto si armonizzi con la dignità della persona”. Poi, l’attenzione del vescovo si è focalizzata sul tema del Festival “Fedeltà è cambiamento”, declinandolo sulla Chiesa. “Nel Concilio Vaticano II proprio per essere fedeli alla parola di Dio, la Chiesa si è rinnovata. Il cambiamento fedele è ritrovare la purezza delle origini. Non un’altra Chiesa o un altro Vangelo, ma la Chiesa di sempre che si rinnova”. Quindi, “fedeltà non è immobilismo. Cambiamento non è cedere alle mode correnti, ma svilupparsi secondo un processo armonico”. Da qui l’invito a “ritrovare la centralità di Dio e dell’uomo non permettendo che il ‘dio profitto’ possa corrompere l’uomo e il creato”.

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