Luigi Sturzo: Antonetti (Ist. Sturzo), “fra gli autori della modernizzazione del Paese”

“Questo processo di beatificazione ha messo in luce una serie di realtà e soprattutto il dramma personale di un sacerdote che ha assunto ruoli pubblici assolutamente rilevanti”. Così Nicola Antonetti, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, durante la conferenza con cui sono stati spiegati i motivi della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo. “Don Sturzo – ha aggiunto – è stato uno degli autori del processo di modernizzazione del Paese. Dopo l’esilio a Londra è stato un politico importante, un prete che ha fatto i conti con l’essere uomo politico che si è rilevato un dramma profondo, riscontrabile nei carteggi con il fratello Mario, anch’egli sacerdote e poi monsignore. Questa sua spiritualità lo ha accompagnato per tutta la vita”. Il presidente dell’Istituto ha ricordato come la figura di don Sturzo non fosse ben vista da tutta la Chiesa: “Non piaceva – ha commentato – che un prete fosse segretario di un partito. Lui rifletteva spesso sulla spiritualità alla quale ogni cattolico vincola la vita alla testimonianza della croce. Questa forza è stata alla base della vicenda meno nota, durante il dopoguerra, quando fece una battaglia per la difesa della democrazia che per lui sarebbe rimasta una realtà fragile se non si fosse fondata su alcuni principi”. “Sturzo ha fatto troppi anni in esilio”, ha ricordato. “Poteva tornare in Italia ma non l’ha fatto perché voleva dimostrare al mondo che non tutta la Chiesa era a favore del concordato”. “Sono grato a chi ha compiuto il processo di canonizzazione senza clamore. Un modo di fare – ha concluso Antonetti – che certamente don Luigi Sturzo avrebbe apprezzato”.

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