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Ergastolo a Mladic: mons. Tomasevic (Conferenza episcopale Bosnia-Erzegovina), “sentenza tardiva. Ma ora importante migliorare la vita quotidiana della gente”

Secondo il segretario generale dei vescovi della Bosnia-Erzegovina, mons. Ivo Tomasevic, la sentenza su Mladic “arriva un po’ tardi. Sono passati 22 anni dalla guerra nei Balcani. Sarajevo è stata bombardata per più di tre anni, c’erano tutti i media…”. Tomasevic ammette che la condanna del Tribunale internazionale possa essere definita come “segno di giustizia” da parte della comunità internazionale, ma a suo avviso, “è più importante cambiare le cose che oggi rendono difficile la vita quotidiana nella Bosnia-Erzegovina affinché il Paese possa avere un futuro”. “Nel nostro Paese – dichiara al Sir – c’è bisogno di un’atmosfera nella quale il male si chiami per nome, apertamente, con lo scopo di portare alla riconciliazione, non per creare nuove divisioni”. Mons. Tomasevic cita anche “l’accordo di Dayton che ha diviso il Paese in due parti, in questo modo sono state legalizzate molte delle cose fatte durante la guerra. Il Paese non è ben organizzato e il prezzo di queste conseguenze si paga ancora oggi”. A suo avviso, “bisogna costruire una società che abbia un’unica misura per le cose, dove tutti considerino un crimine di guerra come tale. Solo così si potrà arrivare alla giustizia e alla pace vera. Una società dove tutte le etnie e i diversi popoli possano sentirsi a casa е abbiano gli stessi diritti, cosa che non accade per esempio per i croati che abitano nel territorio della Repubblica serba di Bosnia-Erzegovina”.

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