Ecumenismo: p. Yfantidis (ortodosso), “il dialogo teologico sia sempre accompagnato dalla testimonianza con azioni di comprensione e amore reciproco”

“La Chiesa ortodossa ritiene che il dialogo teologico sia sempre accompagnato dalla testimonianza al mondo con azioni di comprensione e di amore reciproco che esprimono la gioia ineffabile del Vangelo”. Lo ha affermato questa mattina padre Evangelos Yfantidis, vicario dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, intervenendo ad Assisi al convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. Partendo dal sesto documento del Santo e Grande Sinodo delle Chiese Ortodosse svoltosi a Creta nel 2016, padre Yfantidis ha ricordato come la Chiesa ortodossa “senta la responsabilità di appianare la via che conduce all’unità, da una parte pregando incessantemente e, dall’altra, promuovendo il dialogo e ogni sforzo relativo al ristabilimento di questa unità”. “Condizioni essenziali – ha proseguito – sono la mutua comprensione e la collaborazione tra le Chiese allo scopo di non creare ostacoli al Vangelo di Cristo”. “La continua riforma per la Chiesa ortodossa – ha spiegato – si trova non nel creare cose nuove ma nel continuo ribattezzarsi nella vita, nella fede e nella tradizione della Chiesa ortodossa”. Yfantidis ha poi osservato che “la riforma è un invito alle altre Chiese cristiane di adottare questo modus vivendi per chiarire questioni concrete che ci dividono, particolarmente la dottrina ecclesiologica e l’insegnamento su sacramenti, grazia, sacerdozio e successione apostolica”. “La Chiesa ortodossa – ha ammonito – non accetta assolutamente l’idea delle uguaglianza delle confessioni e non può concepire l’unità della Chiesa come un adattamento interconfessionale”. “In questo spirito – ha aggiunto – l’unità dev’essere sia il prodotto di accordi teologici sia frutto dell’unità della fede preservata nei sacramenti e vissuta nella Chiesa ortodossa”.
Yfantidis ha anche rilevato che “lo svolgimento dei dialoghi teologici tra le Chiese ha lo scopo di trovare una soluzione alle divergenze teologiche ereditate dal passato o a quelle che si sono presentate recentemente e di ricercare gli elementi comuni della fede in Cristo”. Anche per questo “è importante che tutti noi cristiani ispirati ci sforziamo di dare ai problemi del mondo contemporaneo una risposta entusiastica e solidale basata sul modello ideale di ‘uomo nuovo in Cristo’”. Il padre ortodosso ha poi richiamato la collaborazione con le Chiese cristiane in Italia attraverso gli 80 monasteri e parrocchie dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia anche “nel campo caritatevole e della solidarietà per dare una comune risposta alle molte sfide dei tempi moderni, come quelle del fenomeno migratorie”. Queste realtà – ha concluso – sono “fonti affidabili di amore e collaborazione per la realizzazione del comandamento divino: ‘Che siano tutti uno’”.

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