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Sinodo 2018: Francia, 110 risposte al questionario. Giovani chiedono una Chiesa “esemplare, credibile, coerente”

Le attese dei giovani francesi verso la Chiesa: “chi è lontano non si aspetta nulla”, ma chi si esprime chiede “in modo forte e ricorrente di una Chiesa esemplare, vera, credibile, coerente, irreprensibile”. Questo emerge dalle 110 risposte che la Francia ha raccolto, sintetizzato, e ora pubblicato, in vista del Sinodo sui giovani del 2018. Da chi è molto attivo, l’elenco di richieste nei confronti della Chiesa è “nutrito e vario”, e riassunto in conclusione “nell’attesa di una Chiesa che sia relazionale più che istituzionale”, “evangelica, semplice e gioiosa”. Attivi e partecipi nelle attività a loro dedicate, si sentono per contro “poco accolti, ascoltati e integrati nelle parrocchie” e chiedono “più spazio e fiducia” e peso anche nelle decisioni. Sul tema delle vocazioni una nota dice a premessa che “molti contributi hanno ignorato questo tema” mentre altri hanno sottolineato che “zapping, perdita dell’impegno, paura del fallimento” sono in controtendenza con la questione vocazionale e che “le pastorali giovanili hanno preso coscienza di essere poco vocazionali proprio in relazione al sinodo”. Un’altra osservazione che connota il rapporto francese parla del dolore generato “dall’atteggiamento adottato oggi dalla Chiesa” che “chiude ai giovani omosessuali i principali cammini di vita proposti, matrimonio, ministero ordinato e vita consacrata”. Tre le esperienze giovanili descritte: i pellegrinaggi di Taizé, l’anno di discernimento vocazionale e i “bar cattolici”.

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