Papa in Bangladesh: p. Costa (missionario), dalla visita “maggiore sicurezza per le minoranze religiose”

“La speranza di noi cattolici del Bangladesh è che la visita del Santo Padre possa tradursi in una maggiore sicurezza per le minoranze religiose”. È quanto dichiara ad Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) padre Gabriel Amal Costa, missionario del Pime e originario della diocesi di Dacca, a poche settimane dal viaggio che Papa Francesco effettuerà tra fine novembre e inizio dicembre prima in Myanmar e poi in Bangladesh. In una nota, Acs sottolinea che “la comunità cristiana, che rappresenta appena lo 0,3% dei 160 milioni di bengalesi, attende ovviamente con ansia il Pontefice e spera che Francesco possa invitare le autorità locali a tutelare maggiormente le minoranza religiose”. “Dopo l’attentato di Dacca nel luglio 2016 – spiega p. Costa – abbiamo vissuto un periodo di paura e incertezza e auspichiamo che il Papa possa aiutarci in tal senso”. In Bangladesh, negli ultimi anni, si è diffuso un fanatismo islamico che non appartiene alla cultura bengalese. “Le principali vittime di questo fanatismo sono le minoranze religiose, ma vengono colpiti anche i musulmani non radicali”, aggiunge il missionario rilevando tuttavia come il partito al potere stia cercando di arginare l’estremismo e si stia impegnando per rendere il Paese maggiormente democratico. Al tempo steso si sono registrati anche cambiamenti positivi, come la crescita della popolazione cattolica. Rispetto alle 4 diocesi che contava la Chiesa visitata da Giovanni Paolo II nel 1986, quella che incontrerà Francesco vanta oggi 8 diocesi e un maggiore numero di battezzati e di sacerdoti, religiosi e vescovi locali. “Non mancano neanche le conversioni di musulmani al Cristianesimo, anche se si tratta di un processo piuttosto lungo. La Chiesa, infatti, deve essere molto prudente in questi casi perché seppure le conversioni dall’Islam non sono proibite per legge, a livello sociale sono spesso ostracizzate”, rileva p. Costa, secondo cui la Chiesa bengalese può essere d’esempio ai cristiani occidentali, “i quali a volte hanno paura o vergogna di mostrare la loro identità religiosa. I cristiani bengalesi invece vivono apertamente la loro fede e la mostrano con orgoglio”.

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