Dialogo: dichiarazione finale IV Forum cattolico-musulmano, fare “tutto il possibile” per evitare “le interpretazioni erronee dei nostri rispettivi testi sacri”

Nove i “punti” di convergenza sottolineati nella Dichiarazione finale. I membri delle due delegazioni riconoscono che entrambe le tradizioni religiose affermano che “Dio ha creato l’umanità” e “ha concesso a ogni essere umano la dignità inalienabile da cui derivano i diritti umani fondamentali, nonché l’obbligo dei governi di proteggerli”. “Noi affermiamo – si legge al numero 3 – la uguale dignità e il valore di tutte le persone indipendentemente dalla loro razza, sesso, religione o status sociale e condanniamo categoricamente ogni tentativo di stereotipare qualsiasi persona o attribuire loro colpa collettiva per le azioni degli individui tra di loro”. Cattolici e musulmani affermano che “la libertà di coscienza e di religione risiede al culmine dell’edificio dei diritti umani. Pertanto, è nostro dovere collettivo chiedere che siano rispettati, preservati e promossi tali diritti”. Cristianesimo e Islam hanno le risorse morali, intellettuali e spirituali per “contribuire allo sviluppo umano integrale di individui e comunità”. Nella Dichiarazione si parla di tante “persone di buona volontà” che sono impegnate a lavorare per il bene comune. E al numero 7 si afferma: “Come credenti, siamo chiamati a fare tutto il possibile per affrontare tutto ciò che ostacola lo sviluppo integrale dell’umanità, comprese eventuali interpretazioni o comprensioni erronee dei nostri rispettivi testi e tradizioni”. E al numero 8 si aggiunge: “Crediamo che l’insicurezza, i conflitti e la proliferazione degli armamenti costituiscano gravi ostacoli alla realizzazione della volontà di Dio per l’umanità, il suo benessere e la crescita in pace e sicurezza. Questo è il motivo per cui consideriamo come un nostro obbligo morale denunciare le guerre e il commercio delle armi che le facilita”.

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