Africa: Cattai (Focsiv), “educarsi al cambiamento e progettare nuovi rapporti”. Foschini (Coldiretti), “partire da progetti concreti”

“Occorre educarsi al cambiamento: la gente deve essere libera di migrare e libera di restare, ma dobbiamo progettare i nuovi rapporti; non subirli in una condizione di paura”. Il monito è di Gianfranco Cattai, presidente nazionale di Volontari nel mondo‐Focsiv, intervenuto al convegno “L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione”, promosso questo pomeriggio a Roma (Domus Mariae) dall’Azione cattolica italiana e dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo”. Soffermandosi sui “nuovi” modelli di cooperazione, Cattai  cita “la relazione tra comunità e territori; un Comune o una parrocchia che crea un legane con un territorio. Dietro questo – sottolinea – c’è la qualità del rapporto, il riconoscimento dell’altro”. Un altro secondo modello è “quello dell’approccio di sistema. La terza modalità è mettere a confronto le esperienze tra paesi del nord e del sud per progettare partendo dall’esperienza reale”. Per Cattai, “in futuro bisognerà impegnarsi nella cooperazione culturale e nel dialogo interreligioso. Bisogna inoltre moltiplicare le relazioni: solo attraverso la cultura si può fare giustizia”. E ancora: occorre “fare più alleanza tra noi perché la cooperazione non sia un oggetto specifico per realtà specializzate. Occorre far capire che ciascuno di noi può essere motore di qualche piccolo cambiamento”. Per Marco Foschini (Coldiretti), che ricostruisce nascita e obiettivi della politica agricola comune, non bisogna pensare ai massimi sistemi: “Occorre partire da progetti concreti, anche piccoli ma aderenti al territorio”.

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