Africa: Albanese (Missio Italia), “continua ad essere terra di conquista”. “Sfida è anzitutto culturale, informazione è prima forma di solidarietà”

“Oggi ci troviamo di fronte ad una esclusione sociale a livello planetario che va al di là di ogni immaginazione; questa economia uccide a qualsiasi latitudine ma soprattutto nelle Afriche”. Ne è convinto Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio stampa della Fondazione Missio Italia, intervenuto questa sera al convegno “L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione” in corso a Roma. Albanese parla di “Afriche”: un miliardo e 100 milioni di abitanti, 800 etnie, 2mila lingue, e si sofferma tra l’altro sulla finanza speculativa che “nell’Africa subsahariana sta facendo affari a bizzeffe perché abbiano finanziarizzato il debito dei Paesi africani e gli interessi sono legati alle speculazioni di borsa. Per questo è matematicamente impossibile che questi Paesi possano restituire il debito”. Il giornalista missionario evidenzia inoltre un deficit di comunicazione: “L’Africa non sta crescendo come ci raccontano. Purtroppo le Afriche continuano ad essere terre di conquista”. Importante il ruolo delle Chiese: “Alcune Chiese hanno il grande merito di avere affrontato la questione sociale: non basta un cristianesimo fatto di merletti e i candelabri: come dice Papa Francesco serve un cristianesimo incarnato e impegnato per il cambiamento”. Albanese sottolinea inoltre il ruolo  dell’informazione: “Quando si parla di migrazioni dall’Africa vogliamo spiegare agli italiani cosa succede in quelle terre anziché soffermarci solo sulla cronaca nera? La sfida è anzitutto culturale, continuiamo ad andare avanti con i luoghi comuni. Delle ultime stragi non ha parlato nessun media mainstream. Ma è l’informazione la prima forma di solidarietà”.

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